di Marcello Vitale
Presidente Aggiunto Onorario della Corte di Cassazione -Scrittore
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Secondo me il verso dantesco “…non ti curar di lor ma guarda e passa” detta oggi più che mai la regola fondamentale per sopravvivere in qualche modo sereno nell’attuale e “fluida” società piena di spinte e controspinte caoticamente contraddittorie, nella quale l’individuo disperso e alla deriva, malgrado quello che ufficialmente si sostiene, è sostanzialmente solo e vive allo sbaraglio.
Tutti parlano ma chi fa siamo in pochi, molti sono gli ominicchi raspollanti a destra e a manca, un affollato branco di arrampicatori sociali furbetti che si danno arie ma che sono sostanzialmente ignoranti. Ne conosco a dismisura e sono assai aumentati in quest’ultimo periodo!
Io penso che sia meglio la realizzazione, pur tra qualche difetto, di un progetto che ti sta a cuore, piuttosto che non fare nulla e produrre solo chiacchiere.
La coerenza oggi, in questa società d’incoerenti, è recepita non come una virtù ma come una ostentata espressione di superiorità.
A Roma soprattutto ( il che è sconsolante) ma spesso anche altrove c’è l’andazzo che, se tu disinteressatamente presenti ai tanti amici un personaggio importante o indichi loro qualcosa anche di natura logistica di elevato prestigio, una miriade di nascosti opportunisti aut furbetti del quartierino non solo si precipitano ad intrattenere personalmente rapporti stretti col personaggio ingenuamente presentato o ad avvalersi navigando in silenzio della situazione prestigiosa incautamente indicata, ma addirittura tentano di scalzare te e mettersi al tuo posto peraltro a volte screditandoti.
A me ciò è capitato spesso e l’ultima volta di recente da parte di chi francamente non mi sarei mai aspettato. Costui, per quel che vale, ha la mia totale disistima, non tanto per il suo scorretto comportamento nei miei confronti, ma per la sua assoluta pochezza come persona.
Tra le persone veramente “amiche” il collante non sono tanto le parole ma il comune “sentire”.
