di Stefano Grimaldi
“Le menti mediocri condannano abitualmente tutto ciò che è oltre la loro portata“
Francois de La Rochefoucauld
Ciò che non si comprende, si condanna quindi.
La mediocrità di una certa umanità ha una sua dinamica consolidata che, quasi sempre, risulta ripetitiva e a un certo punto facilmente individuabile, noiosa, perniciosa.
L’ignoranza, le paure, la diffidenza, il pregiudizio, l’ego ecc. sono alcuni dei disagi e dei retaggi che spingono tali individui verso un lavoro molto poco intellettuale e comportamentale più facile; portando presto essi stessi sulla via della svalutazione del prossimo, della riuscita del prossimo, sulla costruzione di una vita migliore da parte del prossimo e così via.
Questo atteggiamento si ha, generalmente, perchè i soggetti in questione non avendo capacità diverse riducono, annacquano e svalutano più facilmente, attraverso un lavoro superficiale, ciò che non comprendono o è differente. Che pensa differente. Che si muove differente.
E ancora, questo loro comportamento distruttivo li illude di poter così superare degli ostacoli che, invece di vedere nei terzi, sono dentro di loro.
In sostanza proiettano le loro paure e i loro limiti addosso al “diverso” dalla massa. Anche i loro fallimenti…stavo dimenticando. Insomma, un tentativo vigliacco e maldestro di autoesorcismo poiché, solitamente, si è visto che il diverso prospera grazie all’apertura mentale, mentre il piccolo Torquemada, se gli va ancora bene, marcia sul posto per tutta la sua esistenza. Non ho detto Vita.
Anche un sasso esiste, ma non vive emozioni, valori, scopi…
Non credo possa esistere o sia esistito un piccolo o un grande innovatore con una mentalità distruttivo-negativa.
Il mediocre attacca ciò che non capisce o non riesce a essere o a raggiungere; fidando quindi nel fatto che il tentativo di abbassarti sia più facile del tentativo suo di elevarsi.
UNA TRAPPOLA PER LA SOCIETA’
EQUAZIONE MATEMATICA
L’idiota e orbo atteggiamento di soffocare il nuovo, il diverso e tutto ciò che si condanna prima di capirlo è un’ altro dei danni collettivi che si allargano a macchia d’olio e si propagano alla rapidità proporzionale al numero di idioti che rimbalzano un comportamento sociale simile.
Strano modo di voler emergere…in realtà, è questo modus comportamentale, un autogol che penalizza interi sistemi.
La gente così, come non bastasse, si prende sempre meno tempo per la bocciatura di tutto ciò che spaventa i loro plafond volendo difendere con l’idiozia comportamentale il proprio livello, senza piuttosto progredire ispirandosi a quelle o quei visionari che determinano i veri cambiamenti proattivi per società e bene pubblico.
Sospetto, Riduzione, Condanna. Eccoli i mantra della mediocrità idiota.
LA MEDIOCRITA’, MECCANISMO PERVERSO DELL’EGO
(vale per lui – vale per lei)
Il mediocre evita il confronto con colui che è migliore e che, il mediocre stesso, ostracizza a prescindere. L’ego malgestito dal mediocre teme il fallimento del confronto; in quanto detto fallimento scaverebbe la fossa al suo teorema di cartapesta.
Il mediocre si specchia da solo e, supportato dalla sua autodefinita autostima senza avalli, testimonianze o confronti appunto, preserva la sua zona confort e l’idea (fantomatica) che ha di sé.
Il mediocre è quindi per DNA un giudice irresponsabile molto vicino all’idiota, e l’idiota è senza dubbio un mediocre. Devo dire anche che, a partire dal concetto di mediocrità, si apre un mondo ulteriore di mille derivazioni meschine. Ma queste sono altre storie.
Questo enigma vitale, Hemingway, lo risolveva dicendo che “Un uomo intelligente a volte è costretto a ubriacarsi per passare il tempo tra gli idioti.”
Si facciano avanti dunque, le e gli amanti dell’alcool. Ancora un po’ di compagnia si troverà.
