di Stefano Grimaldi
VALE PER LEI – VALE PER LUI
Uno degli errori più insidiosi da non commettere consiste nel giudizio sommario delle persone.
Questa tendenza molto diffusa spinge, nel suo processo, al comportamento di sottovalutazione; il quale può essere certamente acceso dall’ ignoranza analitica sebbene, spesso e volentieri, è accomunato ad alcuni disvalori quali: sentimenti d’ invidia, disprezzo del prossimo, fobie, narcisismo e mania di controllo, per citarne solo alcuni.
Esiste tutto un mondo snobbato composto da persone che vengono ignorate, derise e osteggiate poiché o non rientrano nei canoni sociali, estetici, professionali, di dominanza ecc, oppure proprio perchè vi rientrano paradossalmente troppo.
In quest’ultimo caso è l’avverbio che dà fastidio a quella pletora di giudici (dalla g minuscola) che si sente minacciata, su più fronti, dalla espressività e dal potenziale di espansione sociale di quel prossimo suo che non vuole riconoscere; adottando così l’arma spuntata della minimizzazione.
La sottovalutazione, da qualsiasi angolazione la si prenda, è un comportamento ottuso, miope e pericoloso.
I sottovalutati e le sottovalutate hanno perciò nel frattempo, dalla loro, il colpo di scena sostenuto dalla sorpresa, dall’incomprensione, dal pregiudizio, dalla non considerazione; ma soprattutto l’opportunità d’imparare l’arte della resistenza.
Una combine di micce dal risvolto parecchio esplosivo per l’improvvido/a sottovalutante.
A questo punto è utile approfondire brevemente le conseguenze del sottovalutare, con le quali spesso ci si trova a fare i conti come fossero fantasmi che si ripresentano dopo parecchio tempo, durante il quale si pensava di aver indebolito i sottovalutati.
Nell’ombra nella quale si è tentato di confinarli, i nostri protagonisti ormai ex perdenti, riappaiono temprati e resistenti proprio grazie al piacere che il sottovalutante ha loro fatto, ovvero avendoli messi nelle condizioni di rinascere con più motivazione, solidità e presa di coscienza generale dei sistemi, delle genti, della società.
Tutti ‘sti schiaffoni inattesi che volano, senza trascurare la perdita di risorse umane, professionali, emozionali che il sottovalutante incasserà amaramente, lo spingeranno a darsi, ma di nascosto, giustamente dell’idiota (vedi Manualino anti – idioti sempre su Altrafonte n.d.r.).
IL GUSTO DEL RISCATTO
Il riscatto sociale ha un suo perverso fascino, acquisito attraverso quella realizzazione, molto intima, che ti fa inclinare leggermente la bocca verso l’alto in segno di una soddisfazione poco visibile, ma molto potente.
Proprio perchè è interiore. E condiviso con la persona più importante di questa storia di morte, rinascita e crescita; te stesso.
Un esempio, se ve ne fosse utilità: come deve aver riso sotto i baffi e anche la barba Giuseppe Verdi quando dopo esser stato espulso dal prestigiosissimo Conservatorio di Milano perchè considerato inetto, qualche tempo dopo, inspirava a pieni polmoni lo scroscio dei fragorosi applausi di tutto il Teatro La Scala dopo la prima del Nabucco; e leggendo le recensioni sui giornali di tutto il mondo.
La storia, quella fatta dai molti svalutatori che hanno perso, ricorderà quella commissione d’esame come una saccente squadrina di piccoli professori dimenticati.
Concludendo
Chi di noi non è stato capito almeno una volta? Credo tutti.
Essere sottovalutati è perciò una condizione universale; mentre sottovalutare può non esserlo.
Sottovalutare è una scelta, e una gestione delle relazioni che può costare cara, alla lunga, molto di più al sottovalutante.
Attenzione quindi… Dalle profondità emergono spesso creature molto forti, che hanno imparato a vivere e lottare nella luce e nel buio. Proprio come un Capodoglio.
