I TRE ENIGMI

di Stefano Grimaldi

“Chi conosce tutte le risposte, non si è fatto tutte le domande.”

Confucio

Nella Turandot, ultima Opera Pucciniana, la spietata Principessa sottopone i suoi pretendenti a tre enigmi vitali che, se non risolti, comporteranno la di loro decapitazione; con un seguito a sorpresa dove solo un pretendente ignoto risolverà l’arcano, non prima però di promettersi vittoria attraverso la celeberrima aria Nessun dorma, conosciuta più popolarmente con l’abbreviativo Vincerò.

Suggestione artistica che serve da introduzione e atmosfera a una domanda di quelle confuciane, ovvero:

Quali sono i sentimenti più potenti al mondo e determinanti nella vita di un essere umano?

Domandona che non vuole essere una sfida a Confucio, sul cui aforisma è meglio andare in fiducia, ma una focalizzazione su tre enigmi reali e fondamentali utili alla riflessione nell’ individuare le strade più studiate per il raggiungimento di un migliore equilibrio personale.

Scienza e Filosofia, seppur con ampiezza di risposte, convergono nel dirci che: la forza creativa, protettiva, futurista e immaginativa dell’ AMORE– la PAURA che muove gli istinti primari e di dominio – la SPERANZA che, a contrario del Credo della Principessa Turandot, tiene in viva la vita anche nei momenti più oscuri, sono i tre grandi fili tessitori dell’umanità.

L’amore, sul quale è già stato detto tutto nei millenni da tutti i pensatori della storia, è una forza miglioratrice che unisce. E’ il collante fondamentale di ogni cosa riesca a provarlo e condividerlo. E’ l’umanità stessa, sulle cui basi è stata costruita, per poter prosperare. Senza di esso, l’umanità cesserebbe di esistere.

La paura, è vita ma anche morte. E’ vita perchè ci avverte del pericolo e come difenderci da esso. E’ morte quando ci domina, ci blocca, ci imprigiona. Anche senza di essa, nonostante l’ambivalenza, l’umanità si sarebbe estinta.

La speranza, finalmente. E’ immateriale, eppure ha una potenza infinita capace di dare un senso al giorno dopo, anche se tutto è crollato. E’ la benzina del coraggio, è la fiducia nel domani, nel futuro che non vedi, ma nel quale speri.

La nostra condizione umana, dalla notte dei tempi, è sempre stata legata a questi macro-sentimenti i quali, nonostante la difficoltà a volte insormontabile nell’individuarli e nel gestirli, continuano ad essere le basi fondanti della nostra specie.

Sul come o sul quale sia il modo più efficace di governarli millenni di filosofia, psicologia e scienza hanno provato ad individuare i più solidi metodi d’affronto relativamente ai credo personali, ai calcoli , alle esperienze personali, alle culture, alla sapienza, alle storie di civiltà dell’epoca e così via; trasmettendo in eredità molte risposte, ma non tutte.

Forse, CONFUCIO, già parecchio tempo prima di Cristo, aveva capito che il problema non risiede sempre nella risposta ma più facilmente nella domanda…

Ecco perchè all’inizio dicevo che andrei sulla fiducia.