IL LABIRINTO DELLE RISPOSTE SBAGLIATE

STEFANO GRIMALDI

La mia arte è quella di far partorire le anime.

Come?

Non dando risposte, ma

ponendo domande che costringono l’interlocutore a pensare meglio”

– Socrate –

Il numero di volte che abbiamo cercato disperatamente delle risposte non si contano nemmeno più.

E non è finita.

Se avessi un’ora per risolvere un problema vitale, passerei i primi 55 minuti a determinare la domanda giusta da pormi…”

Ovviamente, non l’ho detta io ma Einstein.

Il genio ci sta dicendo dunque che l’azione priva di una giusta analisi è già un fallimento quasi certo; assumendo quindi che le risposte giuste nascono solo da domande ben poste.

Strano che uno scienziato abbia un metodo risolutivo che collima col pensiero di un filosofo come Socrate – Ma non è strano per Einstein; pensatore sui generis e, meno male per noi, non canonico come fisico. La sua mente analitica non aveva compartimenti stagni incapaci di ragionare anche in termini umanistici. Mitico.

Si ha, generalmente, la tendenza umana a concentrarsi sulla ricerca della risposta giusta; che puntualmente fatica ad arrivare riproponendoci lo stesso schema già visto: stessi comportamenti stessi risultati o fallimenti, pochi avanzamenti, stesse tipologie di persone scelte, stessi impatti sugli stessi scogli, stesse abitudini, stesse relazioni – stesse o stessi partners e così via…sempre “lo stesso”, che non si risolve. Eppure ci siamo impegnati al massimo.

Ora, non so a chi altro appellarmi per confermare questa teoria dopo aver scomodato già Einstein e Socrate, ma pare proprio che ci tocchi di rivolgere a noi medesimi le domande scomode del tipo:

Cosa sto sbagliando IO nella gestione di questo fatto?

Piuttosto che dire “mi sto dando da fare al massimo, ce la sto mettendo tutta…come mai non risponde…perchè ha fatto così…com’è possibile che, nonostante…ecc.

Nella ricerca spasmodica di conferme – a conclamate domande malposte – continuiamo nell’usare schemi logori che ci restituiscono solo risposte errate, irraggiungibili o inesistenti. Così dimentichiamo l’essenziale: non sono le risposte a tradirci, è la domanda — amica e nemica insieme, un vero Giano bifronte

Ovvero, se la domanda è stonata, tutto ciò che segue è già compromesso restringendo lo sguardo; orientandoci di conseguenza verso conferme preconfezionate, impedendoci di vedere alternative nuove e più efficaci.

La domanda è perciò amica quando apre possibilità, nemica quando ci incastra in un’angolazione sbagliata.

Ed è bifronte perché: può liberare ma anche imprigionare – può illuminarci ma pure abbagliarci con l’inganno.

Dipende da come la formuliamo.

IL RISPARMIATORE

Il cervello umano, per sua natura, risparmia energia, preferendo muoversi lungo percorsi familiari, lasciandosi guidare a volte e piuttosto da bias cognitivi – quegli errori sistematici che distorcono il nostro modo di leggere il mondo – o da abitudini confortevoli che non richiedono sforzo.

Ma va saputo che Domande Vecchie = Risposte Vecchie.

Non c’è verso, per cambiare lo schema devi cambiare la domanda, possibilmente con quella giusta.

Su quali siano le domande giuste – work in progress – ancora.

Allora poi, sarebbe troppo facile.