di STEFANO GRIMALDI
G.Bateson “La saggezza è sapere quale conoscenza ignorare.”
*uno dei pensatori più influenti del Novecento
La differenza tra un idiota e un intelligente, in fondo, è una questione di lunghezza. Lunghezza del pensiero, ampiezza delle connessioni, profondità delle implicazioni.
L’intelligente non pensa solo dentro di sé: pensa attraverso ciò che lo circonda. L’idiota, invece, non vede il sistema: vede solo il proprio impulso immediato.
L’intelligente vive un paradosso: la sua capacità di analisi è lunga, ramificata, metabolica. Ogni ipotesi apre un’altra ipotesi, ogni scenario ne genera altri dieci. È un dono, ma anche un ostacolo. Pensare lungo significa consumare energia, tempo, attenzione. Significa non potersi permettere la semplificazione. Significa pagare un prezzo.
L’idiota, al contrario, pensa corto. Non perché non possa pensare lungo, ma perché non tollera la complessità. La sua analisi è breve, impulsiva, immediata. Anche questo è un ostacolo: un ostacolo che però non percepisce, perché l’idiozia non ha consapevolezza di sé.
La Mente Scanner
Una mente che non si spegne mai produce idee, iniziative, valutazioni, responsabilità. È un sistema ad alto consumo energetico: stress psicofisico, ansia anticipatoria, sovraccarico. Le ricerche più recenti lo confermano: l’iper-riflessione è uno dei segnali di un cervello altamente attivo, vigile, intelligente.
Dove altri vedono caos, l’intelligente decifra. Trasforma il disordine in pattern, il rumore in possibilità, la complessità in alternative. È una mente scanner: legge, collega, prevede.
Ma questa ricerca continua di coerenza e prospettiva sfibra. Overthinking, lo chiamano gli anglosassoni. È il prezzo dell’intelligenza: vedere troppo, troppo presto, troppo a fondo.
Il Governo del Pensiero
Un sistema complesso, come tutti i sistemi complessi, può essere un potenziale enorme, purchè ben governato. La vera completezza sta nel non perdersi nelle proprie possibilità.
L’intelligenza mal governata produce ansia. L’idiozia mal governata produce danni.
La Nemesi dell’Idiozia
L’idiozia, per non diventare catastrofe, richiederebbe le stesse capacità dell’intelligenza. Consapevolezza, controllo, governo.
Ma l’idiozia è corta. Non ha struttura, non ha profondità, non ha ritorno. È pura entropia cognitiva: caos senza problem solving, impulso senza visione, reazione senza conseguenza.
L’intelligenza è entropica anch’essa, ma in modo diverso: genera complessità per poi tentare di ordinarla. L’idiozia genera complessità che non sa nemmeno di aver generato.
E così, mentre l’intelligente rischia di soffrire per eccesso di scenari, l’idiota rischia di distruggere per assenza di scenari.
L’intelligenza è un viaggio lungo dentro la complessità. L’idiozia è un vicolo corto che porta sempre verso lo stesso muro.
La vera differenza è questione di lunghezza e di governo. Con una particolarità, che lascio dire a uno dei pochi grandi amici che ho:
Nietzsche “La profondità ama mascherarsi.”
