PERSEIDE, IL VALORE DELLA CADUTA

di Stefano Grimaldi


«Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita» –
Boris Pasternak

Vivere la traiettoria fino in fondo, esattamente come fa una stella cadente, ha un suo fascino seppur sinistro, ma chi sceglie di rischiare e di esporsi accetta certo molti attriti e le inevitabili cadute, però sceglie di vivere una vita degna di essere vissuta e non solo esistita.

Le vette più alte della cultura, dell’arte e della vita civile non sono mai state raggiunte da “immacolati”, ma da uomini e donne che hanno conosciuto l’abisso, la contraddizione e la sconfitta.

Fatto questo, ha un valore anche il racconto del percorso, sapendo capire chi sa accogliere, ascoltare e ricevere, scambiare.

Rimandi di grandi pensatori a parte, che facciano o meno parte del proprio credo formativo, esiste un parallelo scientifico straordinario fra il tema in trattazione e la metafora della stella cadente: la stessa, all’apice del suo percorso e dell’attrito con l’atmosfera raggiunge il massimo luminoso; pur essendo nella parabola discendente.

L’Attrito diventa fonte di Luce.

In tutto questo c’è il valore etico della caduta, ovvero fino al momento in cui la stella non trova frizioni, resistenze e difficoltà nell’attraversare il cosmo, è invisibile; così come in un parallelo fra astri e persone chi non rischia, chi rimane immobile per paura di cadere, chi non decide e non si schiera – rispetto alla dignità di chi ha vissuto appieno accumulando cicatrici, errori ma pure crescita e una certa bellezza vissuta – resterà invisibile nella sua stasi di non crescita.

La brutta o bella notizia, a seconda dell’ottica personale, è che chi pensa di salvarsi attraverso il menefreghismo, l’irresponsabilità o l’astensione, non verrà risparmiato dal lato oscuro delle vicende umane.

Perchè questo detto, che pare solo un mio “teorema” ha invece una sua verità antropologica: l’esistenza non concede zone franche e ha una fantasia infinita per venirti a cercare.

Anche chi si ritrae, chi si sottrae, chi si illude di essere fuori dal gioco, finisce comunque coinvolto dagli effetti delle scelte altrui, dalle dinamiche collettive, dal caos umano.

Tutto è connesso, si voglia o no.

Ecco che, quella scia luminosa per la quale si contempla la stella che diviene Perseide è quello per cui la ricorderemo e ne ammireremo lo splendore fino alla discesa finale