Stefano Grimaldi
“Chi non ascolta, non impara” – Plutarco
L’ego è inversamente proporzionale alla conoscenza.
Meno sai come funziona davvero il mondo (relazioni, professioni, natura), più hai bisogno che il mondo ruoti attorno a te per non sentirti smarrito, perchè chi sa davvero qualcosa — che sia la fisica quantistica o la complessità di un’azienda o una relazione sana — sviluppa una naturale umiltà, in quanto vede l’immensità di ciò che lo circonda o quanto si potrebbe innescare sbagliando. L’ego, quando non salvifico (che protegge), è una riduzione del mondo.
LE TRE CONDIZIONI
– quando apre invece di chiudere
– quando protegge ma non governa
– quando è strutturante
Queste sono le situazioni accettabili dell’ego.
Molti meccanismi di difesa verso la complessità delle cose, quali ad esempio la certezza assoluta, la risposta preconfezionata, i giudizi sommari, il non ascolto attento rivolto al prossimo, o le creazione di facili scaffali nei quali inserire fatti e persone sono il rifugio di chi ignora.
LA DISTRUZIONE
Un ego fuori controllo non distrugge solo chi lo possiede (prima o poi), ma la sua ipertrofia crea quel pericolosissimo ipo-ascolto capace di originare catastrofi psicologiche, relazionali, professionali, culturali. Ecco dove l’errore diventa già destino.
Rigidità, narcisismo, negazione della realtà e dell’errore, silenzi punitivi, tensioni, paura, isolamento sociale, auto-sabotaggio, perdita del senso della realtà. Può bastare.
Non esistono architetti del mondo, almeno non umani.
Esiste solo un’arma utilissima e poco usata per combattere l’ignoranza delle cose generali e della loro complessità: la conoscenza.
Chi affronta e riesce a maneggiare il proprio ego con una decente maturità, capisce bene quanto poco conti la sua presenza proporzionalmente alla vastità dell’ambiente nel quale vivrà e col quale si confronterà.
A mezzo di questo assunto fondamentale, chiudiamo il cerchio con la geniale e lapidaria citazione d’apertura.
Non succede solo a me di notare quanto i più silenti e attenti al mondo, spesso, si rivelino i più profondi, empatici e sapienti vero ?
E’ una questione di ampiezza di sguardi e di consapevolezza di quanto piccoli si è, proporzionalmente alla vastità dell’ambiente nel quale si cerca di vivere.
L’ego è un fenomeno paesano in un universo indifferente.
