Stefano Grimaldi
“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”
–Vangelo secondo Matteo (27, 46)
Ormai impresa ardua non nutrire dubbi: stragi di innocenti, le guerre che riempiono i telegiornali anestetizzandoci al dolore data la spirale senza fine di una violenza dopo l’altra senza un fondale d’arresto della caduta umana, una diagnosi inattesa, la sensazione di solitudine che diventa presto certezza, i peccati capitali al loro massimo.
La fede in un qualcuno o qualcosa d’invisibile così frequentemente distante, assente e cinico, trasforma l’Uomo nel contrario del disegno originale ipotizzato dal suo Creatore; per chi crede in una essenza superiore o in qualunque divinità responsabile della vita.
Gli esseri umani hanno sempre cercato di capire perché il male esista, da dove venga, e perché colpisca particolarmente gli innocenti.
TRE PASSAGGI CHIAVE DELLA FILOSOFIA UMANA
Epicuro —
Se Dio vuole eliminare il male ma non può, non è onnipotente. Se può ma non vuole, non è buono. Se né vuole né può, perché chiamarlo Dio?
Voltaire —
Il male non è spiegabile, è un fatto brutale.
Hannah Arendt —
Il male moderno è amministrativo, burocratico, impersonale, senza capacità di giudizio.
La banalità del male. Riferendosi al processo ad Eichmann (il burocrate nazista della soluzione finale).
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Come si fa a credere, quando dalla notte dei tempi, quasi tutto congiura affinchè si perdano la fiducia e la fede? Esiste un punto di svolta?
Ho avuto spesso la sensazione che si verifichino delle situazioni nella vita di ogni essere umano durante le quali si dica “Eppure…questa cosa…non può essere stata solo un caso. Non ne ha l’aspetto. E’ una combinazione troppo perfetta per non avere un direttore d’orchestra”.
Un atto improvviso di uno sconosciuto che salva una vita perchè è nel posto giusto al momento opportuno, la perfezione di un fenomeno naturale, una situazione ingarbugliata che si risolve da sola facendo meno di quanto avevi fatto precedentemente per risolverla, la forza reattiva di una vita che stava invece per spezzarsi…
Insomma, la storia umana è punteggiata – anche – da controcanti del male: dal ponte aereo di Berlino agli angeli del fango di Firenze, da Dunkerque a ogni volta che l’empatia si organizza, virando il corso del destino da tragico a potentemente sereno.
E se la domanda invece di essere dov’è Dio, fosse dov’è l’Uomo?
In almeno un paio di religioni Dio non è un’assicurazione contro il dolore, ma una presenza nel dolore («…in una valle oscura, non temerò alcun male…»).
In alcune tradizioni Orientali, principalmente, il senso della vita si intreccia col Karma (ciò che semini che torna).
La religione giapponese invece non separa mai il mondo dal sacro.
Per loro non c’è un Dio che “sta nel regno dei cieli” : il sacro abita le cose, i luoghi.
Quando la natura si manifesta con violenza (terremoto, tsunami, eruzione), non è interpretata come “male” (alla occidentale), ma come manifestazione del mondo stesso. Non c’è un Dio che decide: c’è un ordine che si esprime. Non c’è trascendenza.
IL NODO GORDIANO
Tutto l’argomento relativo alla vita è dunque un intricatissimo groppo fatto di buio e luce
E allora, tornando alla domanda fondamentale di poche righe fa, se fosse passata in sordina, spesso (almeno) quello che imputiamo a Dio (guerre, ingiustizie, povertà) è in realtà il frutto del libero arbitrio dell’Uomo e delle sue scelte, scellerate o meno.
Resta da capire (forse mai) da chi ci è stata concessa questa libertà di decidere fra agire bene o male…
Se volessimo seguire la via divina, difficilmente possiamo attribuirle la scelta dell’azione malevola. Quella è prerogativa del diavolo. Ce n’è da dire anche per lui all’occorrenza.
IL DIBATTITO INFINITO
Contrariamente alla religione, che vede nella creazione il gesto di un Dio, la scienza non attribuisce intenzioni all’universo, ma ne osserva processi, le origini e non i creatori.
Ricapitolando: il male fa gridare contro Dio – il bene in suo favore, la scienza osserva, nota e annota, mentre altri accettano ciò che arriva come processo naturale.
Non può esserci una risposta “umanamente” rasserenante. Univoca, tantomeno aggregante e unitaria. Sennò il mondo non sarebbe ciò che è.
Personalmente, mi sono quasi convinto che tutto attenga a una intersezione di libero arbitrio – natura e Credo, qualunque esso sia.
Mi dicono che Dio non esiste. Ma io continuo a cercare. Forse si nasconde dove non ho ancora guardato.
