Sinossi per la sopravvivenza
di Stefano Grimaldi
Basta. Ci sono persone e difetti che non si ammalano mai. Non prendono ferie. Non hanno mai né mal di gola con afonia, né mal di testa, né stanchezza.
L’ignoranza, è una di quelle mancanze dalle quali quasi tutto deriva in una escalation inarrestabile di disastri che, quando non riferita alla carenza di conoscenza citata da Socrate ma piuttosto attribuibile all’arroganza, alla presunzione, all’ottusità, alla regressione sociale, ai pregiudizi, agli stereotipi, alle discriminazioni ecc., è una metastasi proliferante contro la quale nessuna chemio può pensare di averla vinta.
Migliaia di anni di evoluzione umana, andiamo su Marte, abbiamo creato l’intelligenza artificiale…ma l’homo ignorantis, naturalmente zeppo di ignoranza naturale (e ora pure digital-artificale), allevato a pane e ignoranza, non si riesce a mettere sotto controllo.
E’ un simbionte che si nutre di chi l’accoglie, creando un mutuo interscambio dal quale l’ignoranza e l’ignorante ne beneficiano a vicenda.
Era già influencer agli albori, e pure virale. Non è mai esistita una società senza ignoranti.
L’ignoranza, c’è da dire, che in fondo in fondo, non ha neanche colpe solo sue perchè Lei vuole essere in realtà democratica, vuole essere universale, vuole essere inclusiva, vuole essere molto popolare…e ci riesce eccome.
E’ trasversale, attraversa continenti, oceani, ideologie…permea tutto.
Quasi quasi, mi vien da dire che è perfino intelligente…’sta ignoranza.
Che bello essere ignorante. Per vari motivi.
Sai già tutto o pensi che ciò che sai sia già abbastanza.
L’ignorante non sa di essere ignorante, anzi, dice agli altri che sono degli ignoranti.
Non legge un libro, guarda un video su tik tok oppure attraversa una tangenziale e ha già capito la città, compresi usi e costumi.
Si è laureato all’Università della vita (mette gigionescamente nella bio di facebook)
Non ha le basi per avere un pensiero critico, quindi si aggrega al gregge umano…più rassicurante.
Pensare è impegnativo, quindi, giudica.
E’ un irresponsabile, perchè la responsabilità è una grande sfida soprattutto con se stessi, si fa fatica.
Si fa manipolare perchè ignora il pensiero critico e sposa il pregiudizio, più facile da seguire.
In sostanza, a ben riflettere, l’ignoranza è un comodissimo materasso sul quale appoggiarsi e nutrirsi di disimpegno mentale.
E’ un oppioide legalizzato e a basso prezzo. La trovi ovunque. Troppa umanità ne è spacciatrice gratuita, chi la segue se ne droga; creando una connessione universale fra ignoranze, dalla quale, i non ignoranti, sono esclusi.
Sì, l’ignoranza unisce, include dicevamo prima…la conoscenza isola.
A lungo termine, un mondo ignorante (della storia, della cultura, della scienza, della conoscenza, dell’etica ecc) pian piano si autodistrugge. E si vede senza dimostrare nuovi teoremi.
CI SI SALVA?
Credo di no.
Si può riconoscerla, gestirla al meglio, scegliere di stare dalla riva opposta, rallentarne lo sviluppo come si fa con l’artrosi attraverso una serie di stili di vita virtuosi…ma solo se non sei un ignorante.
Purtroppo però, un altro problema è che l’ignoranza si crede sempre di essere la conoscenza.
