di Stefano Grimaldi
Fonte: Articolo già pubblicato sul magazine Valore Sportivo UN MALE CURABILE – Valore Sportivo
in data 20 Novembre 2025 – Diretto da Luca Canale
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“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Parla una lingua che i giovani capiscono.” — Nelson Mandela
Beh, ovvio viene da pensare.
Se non fosse che la chiusura del pensiero di Mandela, evidentemente, non è ancora chiara a parte di quel mondo adulto deputato alla gestione di un passaggio di testimone che, di fatto, non vuol essere passato.
La crisi del calcio italiano, ad esempio, sotto gli occhi di tutti e da tempo, è un fenomeno decadente di ciò che è stato uno dei fiori all’occhiello della nostra cultura sportiva nazionale da secoli.
Oggi, di contro, subcultura la chiamerei con maggiore spirito contemporaneo.
La riflessione che segue, vuole andare oltre i risultati sportivi e una cronistoria che pesa come un macigno, nel bene e nel male.
Una riga solo, dedicata al calcio, per poi “usarlo” da grimaldello verso i veri problemi, ovvero; la sottovalutazione e distruzione dei settori giovanili e degli investimenti sui giovani in senso più lato.
Una gestione confusa e ormai distaccata non solo dalla concretezza del pensiero mandeliano fatto di idee, valori o visioni, ma pure correa di un vero e proprio declino strutturale, politico e di sistema intorno allo sport.
Fin quando non si trasmette (davvero) la responsabilità ai giovani dando loro il diritto di crescere, divertirsi, sbagliare, migliorare, consegnandogli insegnamenti, fiducia, esperienza e quant’altro, ma lo sport diventa solo motivo di business “già adulto-per gli adulti”, allora non ci sarà futuro. E si vede. Non ci sarà ricambio-rinnovo-sviluppo-continuità.
Gli allenamenti diventano spesso schemi, lavagne, cervellotiche tattiche, pressione-risultato, ego adulto di quell’adulto allenatore-procuratore-presidente-dirigente ecc., che strumentalizza, mentre dovrebbe essere lontanissimo da dove si trova lo sport e il suo significato.
Ecco che così facendo si distruggono l’estro, la fantasia, il talento dei giovani.
Si è sostituito il principio della formazione giovanile col risultato immediato, con l’interesse.
Troppa scrivania…e troppa televisione! ci urlava un nostro allenatore quando, durante gli allenamenti, ci vedeva perdere il concetto di lavoro, sacrificio, maturazione e altro, dandoci i giusti confini; quelli della crescita solida, piuttosto che pensare ad imitare volendo saltare le tappe.
Quelle erano visioni, dovevi crescere e stare lì con la testa. Avevi il tempo giusto e gli insegnamenti a disposizione, dati dagli esempi giusti, degli adulti giusti.
UNA RIPARTENZA POSSIBILE
Oratori, Vivai, Accademie dedicate ai giovani, Formatori – Educatori- Educatrici bravi e brave, competenti e non invasati. Tirare sera sui campi di qualsiasi disciplina si parli, fuori dalle aule, insegnare le pratiche sul campo e anche gli stili alimentari, gli stili comportamentali, i valori sportivi e sociali, lasciar volare i giovani e le giovani.
Sostenere e promuovere il volontariato sportivo, riformare le leggi che non funzionano, controllare in modo rigoroso i meccanismi finanziari, tagliare i lacci giusti e i costi sbagliati…che non sono di certo i settori giovanili.
Concludendo:
Si sa o, meglio, si saprebbe dove mettere mano.
È necessaria però una buona dose di volontà, ora divenuta obbligatoria e rivoluzionaria.
In che modo? Tutto o quasi nasce dall’Uomo, in primis, e dal suo valore o meno.
Se il nuovo non funziona, allora, bisogna “pescare” là dove qualcosa funzionava meglio.
A volte, basta guardare al futuro, ispirandosi al passato.
