EROSIONE E RESA, LA PANDEMIA SILENZIOSA DEL LEGAME UMANO

di Stefano Grimaldi

Agisci in modo da trattare l’umanità, in te e negli altri, sempre come fine e mai semplicemente come mezzo
Immanuel Kant

Poco tempo fa, assistendo a un evento dedicato ai miracolati della grande trasmigrazione da quel mondo ancora in gravissime difficoltà, verso l’occidente cosiddetto più civilizzato e pieno di opportunità, sono rimasto colpito da alcuni fenomeni umani; di cui si sa, ci si dimentica, ci si ricorda, ci si ri-dimentica assorbiti dal compressore della vita quotidiana.

Quando hai l’opportunità di ascoltare dal vivo alcune testimonianze di ex prostitute vendute anche agli occidentali, o rifugiati la cui storia è un film drammatico per pochi a lieto fine e per molti finito in mezzo al deserto condannati a morire di sete atroce o in fondo al mare, beh, si riaccende la speranza di credere in un mondo umano i cui attori di quel film raccontano l’inferno col sorriso innocente rimasto puro nonostante tutto, e nel contempo capire che Dante aveva già compreso e descritto molto bene come la restante parte degli inferi fosse, in terra, già stata popolata da esseri immondi senza speranza d’assoluzione.

Le relazioni moderne continuano in gran parte fondandosi sul modello cosiddetto “estrattivo”, ovvero dove uno dei due deve consumare l’altro.

UN’ETICA SCOMODA: L’EGO COME UNICO BARICENTRO

La dittatura dell’interesse (opportunistico e di natura diversa) nella creazione o gestione dei rapporti è una costante malsana e violenta soprattutto nell’abusare delle situazioni di fragilità o debolezza altrui; col fine di prevaricare, ricattare emotivamente, guadagnarci sopra, esercitare quella forma più codarda di dominio sul prossimo ovvero forza coi deboli – debolezza coi forti, riducendo il prossimo a materiale umano, così già definito dal Nazista Adolf Eichmann burocrate della soluzione finale pensata dal terzo Reich; volendo usare un parallelismo sul linguaggio della disumanizzazione.

Non è cambiato molto nel corso della storia. Alcune dinamiche umane restano uguali. Gli aguzzini cambiano pelle, volto, ubicazione geografica ma la bassezza non è salita di un centimetro.

Dal commerciante di Vite, allo scafista, ai trafficanti, all’acquirente; nonostante non manchino individui e comunità che continuano a scegliere la via più difficile: quella dell’etica praticata, non proclamata.

LA GRANDE CONFUSIONE

Anche nel quotidiano scopriamo tutti una degenerazione rapportuale portata da rabbia, frustrazione, aggressività e quant’altro, spesso solo compressa da confini legali (se severi meglio a mio avviso) che fanno da analgesico sociale alla voglia di esplodere.

La grande confusione nasce dal fatto che la gentilezza è più che mai vista come debolezza (col mantra ne approfitto invece di proteggerla e ricambiarla) mentre la prepotenza diventa il modello vincente da seguire, indossando la maschera di una forza che è invece di cartapesta. Insomma, una mala educazione che ha preso il posto della più valente empatia.

Belle chiacchiere: per i valori serve tempo, intelligenza, visione a lungo termine, solidità e coraggio.

Per il resto invece, sono capaci quasi tutti.

Avevo già scritto di come attivismo ed etica non sono “cosa per deboli”.

La domanda quindi da ri-porsi è: restare umani, educati ed empatici in un contesto che premia il cinismo, non è forse la forma più estrema di ribellione più intelligente?

Non so, a questo punto, se la strategia più efficace sia provare a “rieducare” le persone all’empatia o, dati i numerosi e ripetuti punti di rottura, la miglior soluzione sia creare delle “oasi” protette per pochi superstiti della coscienza.

ANTICONFORMISMO ETICO

La capacità di restare integri quando la pressione della massa spinge per l’omologazione all’indifferenza; Il sentire storie di persecuzione, schiavismo, violenza, perversione brutale ancora vivissime e datate 2026, necessitano di una stabilità quasi stoica.

Un Credo che è contrario all’interesse imperante; sapendo che queste scelte in un qualche modo paradossalmente oggi “asociali” daranno, a chi le adotta, parecchio filo da torcere perfino nelle pratiche di ogni giorno.

L’autonomia mentale e comportamentale ha un prezzo

Ecco, “empatia corazzata” credo sia una definizione adeguata ai tempi moderni che di moderno hanno ancora poco.

In merito all’erosione: la buona pratica, secondo la scienza, rallenta e ne contrasta l’avanzare.

In merito alla resa: è una parola di cui continuo a non volerne conoscere il significato; fin quando non sarà davvero finita.