UNA MAGLIA, PIÙ COLORI, UNA MISSION

STEFANO GRIMALDI

Editoriale sui valori dello sport, il ruolo dei Giusti e la missione etica della Nazionale del Mediterraneo in un’epoca smarrita

In un momento a dir poco drammatico, legato alla follia di un’epoca soffocata e violentata da politiche guerrafondaie, l’Uomo non ha ancora incontrato il proprio Dio personale: quello di cui si riempie la bocca e che usa come scudo, scusa, strumento.

In un momento storico nel quale perfino uno sport nazionale — un tempo orgoglio e rivalsa nel mondo — aveva un perché motivazionale e sociale.

Uno sport che non voleva essere solamente uno sport, ma un vettore di valori, etica, principi, resistenza, forza, solidarietà e chissà cos’altro. Laddove oggi tutto perde senso, esistono realtà coi piedi per terra che resistono grazie al Credo vero e al volontariato.

Attività solidali e impegno civico che si tramutano concretamente nella tenuta, senza compromessi, di quella missione di cui dovrebbero occuparsi i detentori del potere datogli dal popolo, spesso tradito. Di fronte l’uno all’altro — noi umani — siamo più capaci di interagire di quanto non accada quando veniamo strumentalizzati dall’alto. Un “alto” che non è mai il Regno dei Cieli, almeno per chi è credente.

Ecco allora che bisogna letteralmente inginocchiarsi davanti a chi, come la Nazionale del Mediterraneo, ha la forza di tenere la schiena dritta e di promuovere instancabilmente un mondo — partendo dai valori dello sport e dei giovani — visionario e non impossibile, se affidato alla gente ispirata. Come il suo Presidente e Founder Vincenzo Lipari, assieme al suo staff: scelto per competenze nella gestione di situazioni delicate, certo, ma soprattutto per la consistenza dei valori condivisi.

Ora, questo breve editoriale non è un endorsement sterile. È — o almeno tenta di essere — uno stimolo a non mollare sui principi fondamentali e sulle ambizioni spirituali e valoriali, vero DNA dei Giusti.

Quei Giusti che detengono un potere enorme: fare tutto il possibile, in ogni forma che la vita concederà loro, per contrastare quanto di insopportabile un mondo perduto, fatto di gente perduta, ci pone di fronte. Dobbiamo farli perdere. Possiamo essere meglio di così.