IL DOLORE, PILLOLA ROSSA O PILLOLA BLU?

di Stefano Grimaldi

Non posso insegnare nulla a nessuno. Posso solo spingerli a riflettere”

-Socrate

Scarico così, attraverso l’autorevolissima citazione del caposcuola della filosofia morale ed etica, la non-volontà di voler apparire un Fuffa-Guru inconsapevole. Perchè, come tutti, ci sono dentro anche io.

Premesso ciò, mentre la felicità non è detto che venga raggiunta da tutti, il dolore è più facile che non dia scampo a nessuno.

Lo stesso, è quindi una esperienza definibile come universale.

La Scienza, la Religione, la Filosofia, particolarmente in questo caso, fanno parte di quella ossatura fondamentale della strutturazione umana (assieme ad altre forme culturali quali arte, lavoro, economia ecc), imprescindibili per affrontare una esperienza vitale piena e profonda.

Tornando al focus, è utile evidenziare il dolore non solo come trauma universale ma anche come messa alla prova intima che coinvolge fisico, emotività, psicologia; dai cui danni causati o causabili si fa fatica a barricarsi.

Quando accade, il sistema nervoso e la biologia ci segnalano immediatamente che qualcosa non va, dispiegando una serie di strategie di protezione; le quali verranno influenzate da fattori genetici, esperienze personali, fattori emotivi, culturali, religiosi, spirituali ecc.

Dato quindi che non è possibile eliminare il dolore, esistono, dette dalla storia della ricerca umana nei millenni, alcune vie o pillole da prendere; a meno che non lo si consideri secondo credenze una benedizione anziché un ostacolo da affrontare e possibilmente superare guadagnandoci in crescita.

PILLOLA ROSSA – DOMINARLO

Lo stoicismo di Seneca sosteneva che il dolore è la prova della forza d’animo. E per quanto forte, non è invincibile.

Perciò, affrontarlo, anche con la naturale paura di non farcela e tutti i dubbi feroci che ti accompagneranno, sarà un passaggio determinante che ti definirà in futuro.

Allora, mentre alcuni ti suggeriranno di respirare profondamente aprendo il Chakra, in mezzo alle molte strategie di sopravvivenza proposte per tutti i gusti e tutti validi, irrobustire l’animo e il carattere verso l’affronto e il superamento di queste situazioni di attentato al proprio equilibrio, risulterà fondamentale.

Non certo verso l’insensibilità totale alla sofferenza (credo sia impossibile), ma verso la fortificazione di una nuova forma mentis basata sulla ineluttabilità del dolore come percorso di crescita e forza.

Reagendo con la sua metabolizzazione e con la successiva azione dell’affronto, dicevamo, e della spesa d’energia utile al valicarlo e dominarlo.

PILLOLA BLU – SUBIRLO

La rabbia che ti porta a pensare “perchè a me” e velenosi derivati vari, è una cattiva consigliera.

E’ una Circe che ti risuona nel cervello spostandoti dal come superarlo, verso un mind-set apparentemente saziante ma deleterio alla lunga. Ovvero : lo sfogo impulsivo, i pugni in cielo, l’invidia, l’autocommiserazione, la colpevolizzazione di sé e soprattutto degli altri e, dulcis in fundo…la grande fuga…sono solo alcune delle trappole che aumentano (strada facendo) lo stato doloroso spingendoti all’auto sabotaggio.

Attenzione, non si sta banalizzando questa seconda naturale e legittima scelta. Sappiamo di non essere automi.

Si cerca una strada comune a tutti, o quasi, verso la riflessione e la digestione di quanto le forme culturali descritte in testa hanno trovato come modelli d’ispirazione rivolti all’Uomo per il raggiungimento del suo benessere.

PERCHE’ ESISTE IL DOLORE

Nessuno lo sa o lo ha mai capito bene bene…forse non è neanche la domanda giusta da porsi.

I grandi pensatori, i grandi religiosi, i grandi mistici, i grandi psicologi però, hanno tutti provato dall’alba dei tempi a dare una spiegazione o quantomeno formule d’affronto, d’accettazione ecc. vicine a quanto si sta scambiando, in questo caso, brevissimamente.

Vero è che attraverso il dolore capiamo meglio chi siamo e chi ci circonda. Cosa o chi perdiamo. Quanto valeva o non valeva. Quel che conta davvero, contro l’effimero.

E questo stato delle cose, quando si verifica, è un vero punto di contatto fra l’umanità.

E’ il Maestro dell’essenziale.