di S-24
E’ l’impegno quotidiano od occasionale che spesso senza rumore, lontano dai riflettori, invisibilmente, con grande coraggio e abnegazione muove il mondo.
Crisi sociali, ambiente oltraggiato, disuguaglianze anche economiche, conflitti distruttivi, oblìo dei più deboli e altre cause, sono motivi più che sufficienti per sopperire o almeno compensare alle mancanze di una organizzazione mondiale di quel sistema che non riesce, e a volte non vuole, usare le giuste leve per costruire una società più giusta e inclusiva.
Con la forza dell’attivismo è possibile creare una serie di azioni aggiuntive e alternative create da individui e associazioni volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle istituzioni col fine di agire per i cambiamenti concreti sulle genti, sui sistemi, sull’educazione ai valori.
Che si tratti di diritti umani, discriminazione, razzismo, omofobia, ambiente, clima, giustizia verso le disuguaglianze, miglioramento dell’istruzione, della sanità, della difesa della democrazia, dei diritti delle minoranze e della libertà; ognuno può agire per quello che può sapendo che ogni goccia concorre alla creazione di uno stagno, un lago, un oceano.
L’attivismo sociale non deve essere guerra. Deve essere attenzione e proposta per favorire il cambiamento. Quello giusto per tutti.
Molte delle azioni fatte in passato dagli e dalle attiviste hanno originato diritti fondamentali dati per scontati.
Anche l’era digitale, oggi, è un aiuto straordinario per amplificare la voce dell’attivismo.
Non è necessario essere Leader mondiali per contribuire ai cambiamenti. L’importante è non voltarsi dall’altra parte nella speranza che i problemi vengano risolti da super eroi.
Basta poco. Quel poco che sommato al resto contribuisce, appunto, alla creazione di azioni concrete e massive capaci di influenzare dando vita a società migliori. Per tutti.
