POESIE INSTABILI, LA VITA E’ ADESSO
di Stella Rubini
La poesia e questo è inevitabile lo sappiamo, spesso è privata. Personale. Quasi egocentrica. “Poesie instabili”, il nuovo volume dell’autore Stefano Labbia, ribalta questo standard: questa raccolta di poesie parla di noi, dei nostri sentimenti, delle nostre esigenze, delle nostre mancanze. Parla dei nostri genitori, delle nostre paure, dei nostri cuori. In punta di penna il poeta riesce a descrivere generazioni di giovani e meno giovani che lottano quotidianamente contro le idiosincrasie di un mondo sempre più convulso, feroce, privo di empatia. Ma anche paradossalmente solidale, innamorato della vita, speranzoso per un futuro. Quel futuro che è domani – dunque non puoi così distante.
Con estrema efficacia e leggiadria il Labbia parla di una società che è devota all’essere (qualcun altro) e non all’avere (coscienza). Ma parla anche di tanta sana gioventù che si arrabbia, spera, prega, lotta.
Cade e si rialza. Mostra spirito e resilienza. “Poesie instabili” non è una semplice raccolta di poesie: è bensì un diario di uno spaccato di umanità degli anni ’20 che cammina su una corda tesa senza rete di sicurezza. E da bravo equilibrista resta passo dopo passo fedele alla cammino che ha in mente.
E non c’è vento, paura del vuoto, vertigine o sabotaggio che tiene: niente e nessuno può gettarci nel vuoto. Perché come dice il poeta, nelle vesti di sceneggiatore del suo primo film, “Life goes on”, la vita va avanti. Inesorabile. Indefessa. Pura e violenta. Tragicamente bella.
Immergetevi in questo libro senza remore, senza alcuna paura. Liberamente. Perché è la libertà che fa di noi uomini e donne. La libertà di scegliere, di amare, di mentire, di soffrire. E di tornare a vivere quelle emozioni che ci rendono esseri umani.
