di Stefano Grimaldi
Si devono maneggiare con cura tutti quei contenitori sui quali appare la scritta, e dentro i quali si presuppone vi siano oggetti delicati o rari, o qualsiasi forma bella e soave, seppur forte a modo proprio.
Bene, facile. A prova di ottentotto.
Peccato che per quelle caratteristiche umane invisibili, rare, di valore e sottovalutate o fraintese, nonché appartenenti a pochi, non vi sia una scritta d’avviso.
Ecco che iniziano i problemi. Si generano così : la confusione, la cecità emotiva, la prepotenza, la scontatezza, l’arroganza, l’ignoranza insomma, che come un abito grigio sta bene su tutto
LA GENTILEZZA
Andata ormai al largo di un mare pieno di maleducazione salata, presa per un sintomo di debolezza o di remissività, questo comportamento umano, un tempo, era una virtù.
Un valore d’importanza fondamentale per le relazioni umane, l’altruismo, la cooperazione e lo sviluppo delle interazioni fra individui concorrenti alla strutturazione della società “civile”.
C’è un motivo per cui le società iniziano ad andare a rotoli. Questa perdita di conoscenza generale è uno dei motivi.
Non tutti sono a conoscenza del potere psicologico della gentilezza nella produzione di endorfine, serotonina, dopamina, ossitocina; sostanze chimiche dette “neurotrasmettitori di felicità” che liberiamo durante atti positivi che ci procurano benessere.
E’ inoltre un potente antinfiammatorio naturale che picchia forte e nel muso nemici come lo stress; aiutando l’autostima e la salute cardiovascolare.
Colui o colei che ignorano le cose, nello specifico queste cose, e’ giusto che non riescano a trovare soluzioni che avrebbero sotto al naso per vivere con meno frustrazioni e che si moltiplicano al moltiplicarsi della mancanza di gentilezza.
Costoro scelgono di intraprendere un circolo vizioso contro un circolo virtuoso; essendo più responsabili di quel che credono verso la loro stessa infelicità e, purtroppo riversandola sulla società. Quando questo meccanismo perverso si allarga a molti, ci perde la società tutta, (noi e loro) perchè il seme infetto della maleducazione, della insolenza e della rozzezza diventano metastasi.
L’ UMILTA’
“Per essere veramente grande devi stare con la gente, non al di sopra di essa”
Montesquieu
Dubito fortemente che il superbo arrogante abbia letto il pensiero del sommo filosofo francese in merito al concetto di sviluppo armonico della società…
Comunque, dicevamo, l’umiltà è la mia incomprensione preferita.
Il Perchè:
Oltre alle sviste ottuse citate prima in merito alla gentilezza, l’umiltà è spesso confinata e identificata – anche – come sottomissione o mancanza d’ambizione.
In un mondo come quello attuale dove ciò di cui stiamo parlando viene quasi sempre seppellito dall’arroganza imperante, dall’ego e dalla prepotenza come qualità rappresentanti forza, il saper intelligentemente riconoscere i propri limiti e, con sagacia, il capire chi sei e dove sei e quanto sei, e quindi ponendosi al posto giusto tenendo un’altezza non supposta o autodeterminata ma reale, è un atto di grande forza…direi perfino di grande umiltà.
Visto come cambia la comprensione di un principio?
Ecco che messa giù così ‘sta definizione, con una certa dose di speranza e d’ingenuità, non assume sempre la forma di disvalore.
Il modello farlocco di successo odierno, che però conta miliardi di adepti simili agli adoratori dell’immenso Dio Ra ( sei un grande Bro…vorrei essere come te Bro..), richiede una tipologia umanoide arrogante e performante, il quale, meglio se virale sui social e anche se sbarbato, elargisce consigli da maestro di vita, con l’aria da vincente-narciso e insicuro- donnaiolo, se maschio oppure, se femmina, spesso rappresentante distruttiva di tutte le grandi battaglie di genere per ottenere dignità, giusto valore e diritti vari; per non voler entrare in quel mondo più antico del mondo stesso…
Allora: ascolto, empatia, giusta posizione e funzione sociale, responsabilità, autoanalisi onesta, etica ecc. sono l’ossatura dell’umiltà quella vera; da non confondere con la ipocrita falsa modestia o la soggezione alla vita. Altrochè senza personalità o invisibili.
Vero è che resta da combattere, sempre, quello sfruttamento pure professionale da parte di chi non capisce niente di tutto quanto detto. Ma è pur vero che all’umile resta la sorpresa di far vedere quanto invece essa sia una forza inattesa, interiore e spesso superiore a quella invece “sparata” , che sovente si rivela, nel tempo, a salve.
