COLESTEROLO MENTALE

di Stefano Grimaldi

Il comportamento è lo specchio su cui ognuno mostra chi è veramente”

– J. Wolfgang von Goethe

E’ quasi sempre di natura endogena.

Aumenta però uscendo dal range, anch’esso, all’ aumentare delle tossicità esterne…e a uno stile alimentare-mentale fatto di congestioni emotive, psicologiche, di terze parti in generale.

Non servono le statine in questi casi. Serve una buona dose di governo relazionale, in primis, gestito dall’alto. Volandoci sopra possibilmente, senza nuotarci in mezzo.

Vedremo fra alcune righe una medicina-antidoto parecchio efficace e a costo economico pari a zero.

“Colesterolo mentale” non è un termine medico ovviamente, è una personale trasposizione, un neologismo si spera sufficientemente ironico e metaforico, inteso a rappresentare un concetto di “accumulo” o “eccesso” a livello psicologico, e il suo relativo impatto sul benessere.

L’accumulo dei malpensieri, lo stress evitabile e non fino a diventare cronico, l’incapacità di metabolizzare preoccupazioni eccessive, il superfluo che ci viene vomitato addosso dai media o dalla gente ecc. occlude la nostra chiarezza mentale e la nostra armonia emotiva.

Ci si è accorti da un pezzo, giocoforza se inizi ad avere un’età, che il rapporto mente-corpo è legato a filo doppio; laddove non fosse ancora bastato un essenziale, celeberrimo e validato detto latino del poeta romano Giovenale in onda dal primo secolo d.C, che tutti abbiamo sentito nominare…

Il parallelo spero chiaro, usato in questo breve e stringato contesto si riferisce all’accumulo di LDL PSICOLOGICO, similmente preoccupante e nocivo “tanto quanto se non, a volte, pure di più” l’overdose di grassi sanguigni ostruttivi.

E’, anch’esso, un killer silenzioso che altera dapprima le percezioni con qualche campanello d’allarme, poi passa alla congestione data dal cosiddetto overthinking o al rimuginio di situazioni passate non metabolizzate, fino all’eccessiva preoccupazione ansiosa di un futuro che è possibile ridisegnare e non per forza già scritto e accettato; con l’ultima stazione di fermata del processo a Burnout.

Una fermata di matrice e fonetica anglosassone per dire elegantemente che sei esaurito. Irritabile. Impotente. Depresso.

La realtà infodemica (sovraccarico d’informazioni vere-false-fuorvianti) che viviamo, non semplifica di certo l’igiene mentale e comportamentale. Non esistono ancora i filtri giusti per evitarci ansie aggiuntive, spaventi, negatività, insicurezze ecc.

Ecco dunque che soverchiati da queste pressioni costanti unite ai nostri personali disagi da affrontare e risolvere, ci troviamo in una morsa dalla presa distruttiva.

Tutte queste stimolazioni stressanti diventano un Junk food mentale che andrà a creare delle simil-placche arteriosclerotiche la cui unica e nefasta funzione sarà quella di impedire un libero flusso di idee sane e serenità vitale.

METTERSI A DIETA, E ALLA SVELTA”

Prima di ammalarsi seriamente esistono delle avvisaglie da dover riconoscere.

I segnali sono inequivocabili e spesso si manifestano attraverso l’impazienza, la rabbia, la frustrazione, l’asocialità, la violenza… e molto altro.

Una disregolazione emotiva che nella fase terminale, non più gestibile in autonomia, necessita di “uno bravo” come usano dire le new generation

E’ arrivato dunque il momento di alleggerirsi con una propedeutica dieta di HDL (colesterolo buono) MENTALE da mettere in pratica con strategie di sopravvivenza benefiche; tenendo seriamente in considerazione, e senza scuse, che alcune di esse sono ben reperibili a costo zero.

La bella notizia è che qui le proposte si fanno antologia per ciascuno, secondo gusti, inclinazioni, passioni positive, interessi sani e detox.

Insomma, di pratiche pulisci-arterie e spazza-pensieri intossicanti ce ne sono a sufficienza per ogni difficoltà.

Ognuno ha quindi l’obbligo di trovare la propria dieta ad hoc; il punto di non ritorno arriva se non per tutti, per moltissimi.

C’è da dire che prima di quella meta indesiderata, esiste una via molto amica e saggia chiamata prevenzione

Concludendo:

Via dai rapporti tossici…prima possibile.

Poche o nulle frequentazioni ovunque il livello di etilismo morale (zero etica, zero valori, zero coscienza) sia altamente infettivo. Ci si risparmia così il rischio di andare in coma profondo di apatia etica, disconnessione dai valori, anestesia verso il bene e il male, alienazione.

Usare filtri consapevoli ed efficaci verso ogni forma di comunicazione umana o digitale al fine di evitare incomprensioni, manipolazioni, paure, credenze, pregiudizi, fake news…

Oggi, non ci si mettono più “solo” i rapporti umani a complicare la vita.

E’ stato creato anche un megafono digitale straordinario è vero, ma forse un po’ troppo democratico e un po’ troppo ecumenico per poter essere maneggiato bene da chiunque; perciò da prendere con le molle della consapevolezza e per il rispetto della propria salute…anche mentale.

Non tutti sanno stare al mondo vero?

Ecco un’altro dei perchè mi trovo d’accordo con la citazione iniziale di Goethe.