di Stefano Grimaldi
“Se non lo sai spiegare in modo semplice, non l’hai capito abbastanza bene.” – Albert Einstein
Chi capisce davvero deve prepararsi a rinunciare al conforto dell’ambiguità. A quella zona grigia abitata dall’alibi.
Nel processo di scelta tra due possibili macro orientamenti, occorre prevedere che il primo richiederà un coraggio leonino e un potente atto di rinuncia. Tanto per gradire: la rinuncia a vedere cose, persone e mondi come prima.
Come in Matrix: un mondo illusorio e uno reale.
Il primo seduce perché è comodo e rassicurante, ma ingannevole, viziato da una visione drogata. Il secondo, distopico ma reale, impone lucidità, scopi, valori, sofferenza, consapevolezza e quel rigore che non concede sconti.
D’altronde, nel gioco dell’equilibrio vitale, non credo che la scelta trovi spazio senza almeno una sottrazione. Sta in noi decidere cosa guadagnare e cosa perdere, almeno finché possiamo esercitare il libero arbitrio.
In sostanza, ogni volta che rendiamo chiaro qualcosa dobbiamo accettare il prezzo di ciò che non potrà più restare sfumato, perché la chiarezza illumina bruciando le vie di fuga.
Questa consapevolezza, letta attraverso la lente del “solito” Nietzsche, significa esplorare un territorio a suo modo maledetto, nel quale ciò che si scopre — diventando verità — diventa un incendio. E l’incendio purifica, ma distrugge.
IL COSTO
Una volta scelta la pillola rossa o quella blu, con licenza cinematografica parlando, arriverai a vedere tutto e tutti per ciò che sono.
E, molto probabilmente, vederci bene non solo abbatterà le rassicuranti illusioni precedenti, ma farà emergere una certa solitudine, un isolamento, una distanza che diventeranno il tuo nuovo terreno.
I pilastri sono crollati. Allora, con un senso di vertigine, dovrai ristrutturare la visione del tutto e di tutti, riadeguando ciclicamente i tuoi assetti sociali.
Uno dei vantaggi fondamentali per cui vale la pena cambiare le lenti durante tale rivelazione è ripulirsi dai dettami ideologici instillati dal conformismo, dalle convenzioni, dai preconcetti e dai dogmi. Creando un mondo personale più netto, più pulito, anche più crudo, ma più reale. Compresa l’esclusione di tutte le persone e i pensieri intossicanti nei quali volevamo vedere ciò che non esisteva, perché originato più dai nostri bisogni, dalle proiezioni, dalle illusioni.
Perciò: tabula rasa e ricostruzione sulle macerie, per riscrivere il proprio percorso.
Beata ignoranza? Credo fermamente che, alla lunga, non paghi mai.
