FRA DIRITTI UMANI E SICUREZZA NAZIONALE

(Una riflessione apolitica – etica – ambiziosa)

Fare del mondo un Pantheon, gli uomini in Dei mutar, e in un sol bacio e abbraccio tutte le genti amar!!”

dall’Andrea Chénier – Aria di Gérard

Esiste da sempre un difficile equilibrio umano e sociale composto dal rispetto dei diritti umani fondamentali, dallo spirito d’accoglienza e dalla sicurezza nazionale.

Bloccare il flusso migratorio umano – fenomeno che accompagna l’Homo erectus da oltre un milione di anni, come confermato da studi paleoantropologici (Smithsonian Institution, 2023) – è impresa impossibile. Umanamente impossibile, se si pensa che la soluzione sia l’impedimento.

Perfino i regimi totalitari del Novecento, pur dotati di apparati repressivi estremamente estesi, non riuscirono a eliminare del tutto la mobilità umana: basti pensare ai circa 3,5 milioni di cittadini della Germania Est che riuscirono a lasciare il Paese tra il 1949 e il 1961 (fonte: Bundesarchiv). Questo non è un giudizio politico, ma un dato storico: nessun sistema ha mai potuto annullare completamente la spinta migratoria.

Le fonti storiche e sociologiche mostrano che, anche quando gli Stati hanno tentato di bloccare la mobilità, la migrazione è rimasta un fenomeno strutturale, non eliminabile.

PERCHÉ

Perché esiste la forza delle forze.

L’umanità, per sopravvivere a guerre, carestie, persecuzioni, ricongiungimenti familiari, ricerca di condizioni primarie di vita (lavoro, salute) e repressioni politiche, trova in questi fattori la forza vitale di affrontare qualsiasi divieto.

Senza retorica, è evidente che le soluzioni non risiedono nell’impedimento, ma nella ricerca della giusta integrazione. Ed è qui che nascono i problemi seri: incomprensioni, ideologie, politiche, strumentalizzazioni, paure ancestrali del diverso, ignoranza, ritardi culturali, filosofie suprematiste, nostalgie dinamitarde, dimenticanza del proprio passato, mancanza di empatia verso la sofferenza. Ma anche desiderio d’ordine, tutela delle conquiste sociali, rispetto identitario e delle diverse culture.

DIRITTI UMANI – UN NODO CENTRALE

La Dichiarazione Universale del 1948 stabilisce che “ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona” (art. 3).

Secondo UNHCR, nel 2024 le persone sfollate forzatamente nel mondo erano 117,3 milioni (UNHCR Global Trends Report 2024). In Europa, Eurostat registra un aumento delle richieste di asilo: 1.14 milioni nel 2023, il valore più alto dal 2016.

Questi flussi comprendono:

  • rifugiati (definiti dalla Convenzione di Ginevra del 1951),
  • richiedenti asilo,
  • migranti economici,
  • minori non accompagnati (oltre 39.000 nel 2023, fonte Eurostat).

In mezzo a questo oceano di umanità troviamo ogni genere di storia, fragilità, speranza.

Come si possono rendere allora sicuri i confini? Come accogliere, prevenire i traffici e tutelare tutte le vulnerabilità?

MOMENTO ETICO – APOLITICO

Il valore di una democrazia – qui esprimo una riflessione personale, non un dato – si misura dalla qualità delle sue procedure, non dal rigore né dall’accoglienza indiscriminata. La democrazia dev’essere giusta, cioè capace di applicare regole chiare e uguali per tutti.

Chi vuole vivere nello Stato di diritto ha l’onere, l’obbligo e il dovere di rispettare queste regole.

UN PO’ DI FACT-CHECKING

(dati verificati, non opinioni)

Le ricerche accademiche e istituzionali convergono su alcuni punti:

  • Non esiste correlazione diretta tra immigrazione e aumento della criminalità. Studi LSE (2019), Università di Bologna (2021) e Journal of Economic Perspectives (2020) mostrano che i tassi di criminalità non aumentano con l’arrivo di migranti; in alcuni casi diminuiscono.
  • L’immigrazione è necessaria per sostenere i sistemi pensionistici europei. Secondo la Commissione Europea (Ageing Report 2024), senza immigrazione l’UE perderebbe 30 milioni di lavoratori entro il 2050.
  • La gestione dei flussi è più efficace quando è regolata. OCSE (International Migration Outlook 2023) evidenzia che i Paesi con canali legali chiari riducono traffici irregolari e migliorano l’integrazione.

IN CONCLUSIONE

Giustizia sì, non buonismo. Giustizia sì, non rigorismo. No a paure e pregiudizi. No a ideologie. No a sopraffazioni culturali multilaterali. Sì a soluzioni costruttive.

Riccardo Cocciante cantava: Era già tutto previsto… Ma già dal 1700 un giurista illuminato ci ricordava che:

“la democrazia non è né morbida né dura: è regolata”

Montesquieu