EFFETTO LUCIFERO, Siamo la media delle cinque persone che frequentiamo di più

DI STEFANO GRIMALDI

“L’amicizia non può esistere senza la virtù, e la virtù è la base di ogni amicizia sincera”.

– Cicerone

No. Non parlo di Cinema, o meglio, vista la foto, di grande cinema. Ma di fatti e riflessioni personali

E’ stato Jim Rohn, uno dei più influenti speaker motivazionali del Novecento, la cui filosofia ruotava attorno ad alcune cosine quali la responsabilità personale e la crescita continua a formulare questo ormai concetto universale; citato nel sottotitolo.

In breve e solo come intro, riteneva che le persone che ci circondano modellano il nostro modo di pensare, laddove anche le nostre abitudini, ambizioni e i nostri standard si allineano a quelle del nostro ambiente.

Quindi, volendo cambiare vita, dobbiamo curare in primis il nostro ecosistema umano.

Interessante. Non semplice, nemmeno immediato. Ma fattibile…col tempo a disposizione, meglio.

Diciamo che, gran parte della selettività fra umani nelle amicizie, si basa su scelte di persone che confermano la nostra visione del mondo, che possiedono tratti ammirabili o (più pericolosamente) che tolleriamo in noi stessi.

Insomma, soffriamo di Omofilia: la tendenza ad associarsi ai propri simili.

Ergo, se cresci in un ambiente che stimola all’evoluzione finirai, con altissime probabilità, per venirne influenzato e così via nel bene e nel male delle scelte. Ci modelliamo per imitazione e altro.

I poco conosciuti dai più, neuroni specchio, ci spingono se non bastasse alla sincronizzazione e all’empatia verso chi sentiamo vicino.

Ora, assodato il meccanismo seppur al solo scopo d’articolista, capiamo bene che un ambiente e l’amicizia sbagliata possono far deragliare dai principi originali anche se tali erano inizialmente sani.

Di avvisi in merito, la storia dell’uomo e della cultura fondata dai padri pensatori o da altri CREDO, ne è zeppa.

Ho scelto l’immagine-trasposizione di Robert De Niro In “Angel Heart – Ascensore per l’inferno” (1987), dove lo stesso interpreta Louis Cyphre (Lucifero…) ossia un personaggio enigmatico e parecchio pericoloso seppur sofisticatamente elegante nei modi e nell’abbigliamento, poichè incarna il lato raffinato-subdolo-calcolatore- spietato- oscuro dei patti, delle promesse, dei debiti da pagare.

Una maschera sorniona e affascinante – apparentemente amichevole – che nasconde ben altri obiettivi e volontà.

L’amico-amica che dietro modi verosimilmente sostenitori celano dinamiche opportunistiche e velenose.

Capacità e profondità manipolatorie a parte, non così facili da infliggere al prossimo neanche per “i o le” Luciferine, si apre comunque un’ autostrada a un certo mondo fatto di umanità -fondamentalmente buona – che, qualora messa in particolari situazioni sociali, può arrivare a commettere atti malvagi. Ecco l’effetto Lucifero secondo lo psicologo sociale Philip Zimbardo; qui ovviamente da contestualizzare.

Lucifero dunque – Angelo più bello e buono che cade dal celeste per ambizione smodata, rifiuto, orgoglio, ego, offesa, irresponsabilità ecc. – è una metafora culturale azzeccata di quanto, le situazioni negative, siano capaci di spaccare la bussola morale e dei valori.

Allora, in quell’autostrada citata poco fa, iniziano a comparire deumanizzazione, offesa, male.

In questo meccanismo brutale, ad esempio: la codardia del gruppo che si divide la responsabilità dei misfatti, la mancanza di norme sociali efficaci tali da – se non abbattere- limitare al massimo il prosperare di comportamenti anti sociali e – di contro – la direzione verso un’etica che tuteli il bene, fra cui le amicizie sane e la capacità di fare la scelta corretta; sono direzioni che necessitano di essere comprese e assorbite al fine di potersi orientare e operare una buona selezione critica e consapevole. Moltissimo parte da qui.

Per cui, sperando di aver trasferito la natura metaforica e non moralistica di una riflessione sulle scelte:

L’uomo diventa se stesso nel momento in cui sceglie quale parte di sé ascoltare. – Kierkegaard