UOMO INTERO? DONNA A META’

STEFANO GRIMALDI

L’uomo più maschile nasconde un anima femminile, e viceversa

– Carl Gustav Jung

Facciamo subito un po’ di chiarezza, senza pretese specialistiche, rimanendo il più possibile sul leggero

Senza far morire di ansia i maschi alfa o supposti tali

Senza beatificare il genere femminile, fallace anch’esso in quanto umano.

Jung, da un pezzo, ci dice: un uomo cerca una donna per completarsi e viceversa poiché cerchiamo qualcosa che lei o lui hanno; quando in realtà, ciò che cerchi l’hai dentro ma non lo sai.

LA LEGGE DELLA BILANCIA

Più una persona si sforza di apparire e comportarsi in un determinato modo, più la sua parte inconscia lavorerà per compensare. Ad esempio: più investirò nello sviluppo di forza e competitività– più aumenteranno inconsciamente fragilità e sensibilità

Ignorare queste ricerche d’equilibrio, creerà scompensi comportamentali, emotività incontenibili, sbalzi d’umore, polemiche, critiche eccessive ecc. Disequilibrio insomma.

Turbamenti, inquietudini e quant’altro apparentemente inspiegabili…

E’ l’antico principio dell’eccesso che genera il suo contrario.

Quando non si riconosceranno e non si accetteranno queste parti nascoste di noi, useremo il meccanismo della proiezione: L’uomo che non accetta la propria dolcezza si innamorerà verosimilmente di una donna che incarna quella dolcezza, vedendo in lei la propria anima riflessa.

E qui cominciano i guai; quando si scopre che la persona sulla quale hai proiettato il tuo ideale e diversa.

Ecco Jung che ritorna e ti dice: smetti di cercare negli altri quello che sei tu.

La conclusione, tagliando col falcione decenni di psicologia, è che il momento in cui l’uomo è “abbastanza donna” e viceversa e l’equilibrio umano emerge quando le polarità maschile/femminile si integrano, portano al raggiungimento di quella stabilità interna tanto cara a Platone…Delle intuizioni ancora di una contemporaneità che quasi spaventa.

Tornando sulla terra, mi pareva un approfondimento interessante e trasversale utile alla riflessione fra il bisogno dell’altro, prima della scoperta di sé.

Una confusione nella quale siamo cascati, caschiamo, cascheremo.

Purtroppo, a ben notare, esiste ancora parecchia insicurezza di ruolo.

Sto parlando di persone e non necessariamente di generi.

Sto parlando di introspezione e crescita e non di chi lava i piatti fra i due.

Sto parlando di interazione civile e intelligente fra persone complesse, con la responsabilità e quasi l’obbligo di guardarsi dentro senza considerare alcune caratteristiche più gender di altre. Questa sì che è insicurezza pericolosa capace di creare distacco e un vero cortocircuito dell’attrazione.

La società assegna dei ruoli che possono differenziarsi per biologia ma non per capacità. (Ok la banalità l’ho detta e quindi la captatio benevolentiae è soddisfatta).

In realtà mi piacerebbe una maggior sincronia data dall’autenticità e dalla chiarezza; non da ruoli strumentalizzati o strumentalizzabili secondo circostanze – egoismi- interessi.

Ma investendo di più in coraggio, interazione, rispetto e mille altri elenchi migliori di quanto la confusione di ruolo ci costringe a maldigerire, piuttosto che adottare valori e caratteristiche che non sono di destra o sinistra, né maschili tutte o femminili tutte.

Le donne non sono per forza più sensibili di tanti uomini per diritto acquisito. Gli uomini non sono più forti di tante donne. E sto parlando di questioni dell’anima.

Nessun genere possiede in esclusiva una virtù dell’anima.