di STEFANO GRIMALDI
Esistono crescite graduali e lineari ed esistono crescite di una discontinuità netta. Esistono quei momenti esatti in cui cessa uno stato delle cose e, senza passaggi intermedi apparenti, se ne stabilisce uno completamente nuovo. Un “prima” e un “dopo” separati da un istante invisibile. Si dice salto quantico: non ha nulla a che fare con la fisica subatomica, ma rappresenta una svolta identitaria. Una frattura interiore e il riequilibrio con un nuovo sé.
Ti puoi svegliare un martedì qualsiasi, a un’ora qualsiasi, e capire improvvisamente che non ami più, che non sei più amato, accettato in ufficio, maldigerito in compagnia. Insomma: che una qualunque situazione esistenziale, lavorativa o sentimentale — poco o tanto — non ti appartiene più.
Che sia doloroso o alleviante, hai comunque già cambiato orbita.
Per anni ci muoviamo sui binari del compiacimento o del dovere sociale. Il salto quantico avviene quando si compie un atto di rottura che agli occhi degli altri appare come una pazzia, ma per chi lo compie è l’unica via di sopravvivenza. La visione superficiale di parecchia gente che incontri o hai incontrato definirà questo strappo come carattere difficile, stranezza, follia, errore certo. Solitamente tale superficialità di giudizio viene da chi questo passaggio non lo ha mai vissuto, né ipotizzato, figuriamoci capito. Per capire servono almeno: empatia, intelligenza emotiva, criterio, prudenza. Tutte qualità che non possono appartenere a chi è difettoso grave.
Non ho mai incontrato personalmente un empatico cretino.
Per effettuare un salto quantico occorrono una notevole energia d’urto e un mare di coraggio: le critiche, la paura di fallire nella nuova scelta di via, la sfiducia addosso, gli abbandoni, le fazioni…
40/50/60
I giri di boa. Sono generalmente età nelle quali iniziano a entrare in collisione passato e futuro. Si salta letteralmente (clic quantico) dalla corsa per il raggiungimento degli status e dei ruoli alla capitalizzazione delle esperienze e a una gestione del tempo più oculata, selettiva, votata alla sottrazione — anche delle frequentazioni.
Il salto quantico personale si prepara nel silenzio, spesso nella crisi, e si manifesta all’esterno all’improvviso. Mentre tutto, agli occhi del mondo, pareva scorrere serenamente, tutto si preparava verso un livello successivo.
Non è un capriccio — il capriccio è impulsivo
Non è una fuga — chi fugge scappa
Non è un colpo di testa — il colpo di testa è solo reazione sterile
Non è un atto di egoismo — l’egoismo vuole, pretende, prende
Non è un improvviso cambiamento di personalità — è la vera personalità che alla fine emerge.
Il salto arriva quando non puoi più restare dove sei: è il momento in cui rientri nella tua dimensione. Ogni salto quantico è una frattura solo per chi guarda da fuori; per chi lo compie è un riallineamento, un ritorno all’orbita necessaria. Tu lo sapevi da tempo. È un’energia che rompe gli equilibri, incenerisce il vecchio e apre il nuovo. Il mondo non procede per continuità, ma per scatti, per lampi.
“Il fulmine governa ogni cosa.” — Eraclito
