Una ricerca più facile del previsto
Di Stefano Grimaldi
Siamo portati o portate a cercare e a definire la nostra miglior amicizia identificandola in una persona; nella quale riponiamo aspettative, aiuto, consigli, solidarietà e quant’altro ci possa dare sicurezza quotidiana, se in modo confidenziale meglio, se nei momenti difficili ancora meglio.
Se ci asseconda e non ci giudica è fantastico, se ci stima, se ci lusinga, se non ci invidia, se è felice per noi…ah, che bellezza!
Peccato che le aspettative menzionate nella seconda riga sono spesso, nel corso della vita di ognuno, più utopia che realtà.
L’essere umano tradisce, invidia, simula, manipola, sfrutta…anche.
I meccanismi della tenuta o meno di una amicizia sono complessi, direi complicati quando si innescano meccanismi che interpellano le qualità umane o i difetti; oppure anche molto semplici quando si rifanno ai sentimenti primordiali tipo amore od odio, ad esempio. Casi in cui il sentimento dell’amicizia può resistere e avanzare o saltare per aria.
Discorso lungo e articolato, da non proseguire qui, ma necessaria premessa per introdurre il vero focus dell’articolo.
CHI E’ IL NOSTRO MIGLIOR AMICO ALLORA? E’ DI CERTO UN MASCHIO.
Il suo nome è CERVELLO.
Esso, ci protegge da noi stessi come nessuno.
Miliardi di informazioni elaborate in secondi e preziose strategie evolutive il cui scopo è quello di creare protezioni dal dolore fisico o emotivo permettendoci di sopravvivere. Un motore super evoluto a nostra disposizione che, se usato bene e con rispetto, è un dono inestimabile.
“Il cervello: se lo coltivi funziona. Se lo lasci andare e lo metti in pensione si indebolisce.”
Rita Levi-Montalcini
Endorfine, Adrenalina…Ormoni e sostanze chimiche che intervengono con una puntualità superiore a quella dell’orologio atomico in situazioni di stress o di pericolo, riducendo dolore fisico e attivando le Amnesie selettive a seguito di traumi importanti; obliando e dissociando in tal modo, quei ricordi, per garantirti la protezione psichica. Non gli basta. Ti abbellisce pure i ricordi positivi passati usando illusioni e distorsioni caricandoti di forza per l’affronto del divenire.
Ok, e riguardo ai traumi negativi ?
LA FLASHBULB MEMORY
E’, molto stringatamente, un ricordo solitamente traumatico che resta impresso nel cervello come una istantanea fotografica; il cui scopo è quello di mantenere una sorta di “allerta evolutiva” per evitarti di ripetere l’accaduto in futuro.
Nella compagnia di amici del tuo cervello, e quindi tuoi, troverai in buona sostanza una serie di strategie di sopravvivenza fatte di negazione, rimozione, sensazioni di felicità aumentata, resilienza emotiva, trasformazione di eventi negativi in risorse, creatività positiva, fiducia e soprattutto speranza.
La speranza; un motore potentissimo capace di motivare dal profondo. Una forza combattiva spesso sottovalutata, che illumina il cammino anche quando è buio profondo.
Quando il cervello può diventare un nemico
Il cervello è progettato per proteggerci dicevamo, ma il superlavoro, come ad esempio l’overthinking, non dà tregua e questa infinita iperattività può far deragliare anche una macchina straordinariamente perfetta e amichevole. Nel qual caso, a seconda delle situazioni specifiche, servirà un buon meccanico specializzato per rimetterti in strada e istruirti verso un uso più consono di questo motore eccezionalmente portentoso.
In conclusione:
Se proviamo per un’ attimo a immaginare di togliere tutti questi sistemi di autodifesa regalatici; ovvero la ricostruzione, la minimizzazione, l’amplificazione ecc. e lasciare che il peso dei dolori e dei traumi non vengano contrastati in ogni modo possibile dal tuo miglior amico, quell’amico instancabile, dalla creatività inesauribile, che si preoccupa h 24 della tua salute mentale e fisica, vivremmo nel caos.
Ma Lui, per fortuna, non sa cosa significhi tradirti o lasciarti in difficoltà
Ecco, forse queste due, sono le uniche cose che non sa fare.
