di Stefano Grimaldi
“La vita è fatta di ore e di giorni, ma anche di termini finali.”
Dal romanzo Il procuratore normale di Marcello Vitale
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Questa citazione, pronunciata dal protagonista del libro, Aurelio Rasselli, racchiude il senso del tempo che scorre e della consapevolezza che ogni scelta, ogni ritorno, porta con sé un confine, una fine, ma anche una nuova possibilità. È un uomo che con malinconica lucidità riflette sul significato delle proprie decisioni scandite dal tempo..
Ogni volta che Marcello Vitale, Presidente Aggiunto Onorario della Corte di Cassazione ed ex Magistrato di lungo corso, attore di molte pagine di Giustizia coraggiosa della nostra Repubblica ci parla, è una lunga e interessante lectio magistralis da non perdere.
La sua vita attuale di scrittore affermato è una proporzione fra vissuto e presente nella quale egli trova una grande capacità d’adattamento alle nuove forme di comunicazione e di fluidità sociale attuale.
I delicati processi che lo hanno impegnato nella carriera è stato capace di dominarli grazie a forza, coraggio, competenza professionale, integrità, duttilità umana e longevità generale.
Il Presidente Vitale è in sostanza la prova provata del fatto che l’età è uno stato mentale.
E quando gli viene chiesto se essere Magistrato è il mestiere più difficile del mondo, ci risponde che tutto nasce dall’Uomo che sei, e dal quale possono scaturire professionisti validi o meno a seconda della qualità dell’Uomo.
Nei suoi libri, Vitale, ha trasformato questa fondamentale professione in una serie di romanzi nei quali “un uomo normale e magistrato” protagonista del libro, diventa fulcro di mille avventure professionali e molto umane.
Tale Aurelio Rasselli, non è un carrierista nato, piuttosto una persona con tutti i suoi dubbi e le difficoltà quotidiane anche private.
Vitale, con senso comunicativo attuale, integra i suoi racconti e le sue esperienze nella fluidità delle presentazioni odierne, rifuggendo le esposizioni cattedratiche, preferendo piuttosto quelle popolari, umane, vicine e divulgative.
L’Autore non cerca quindi col lettore un distacco culturale ma più sentitamente un avvicinamento alla umanità comune, e prova se ne ha leggendo la sua trilogia attraverso gli occhi del protagonista di cui si accennava già.
Ecco la nascita di “un procuratore normale, un uomo del dubbio, un uomo ordinario che fa della cautela una delle armi etiche utili alle indagini, portandosi tutti i dubbi che pian piano si dipanano, fino a raggiungere l’ auspicabile giustizia umana”.
* Punto d’attenzione
In merito al delicato tema dell’Etica nell’esercizio della Giustizia, il Presidente Vitale ritiene che il Giudice debba essere asettico facendo molta attenzione a non ritenere questa funzione sacrale e salvifica perchè pericoloso, in quanto si può incappare nel rischio di una Giustizia incarnata più nel culto della personalità che nella normalità; al fine di evitare una insidiosa osanna continua della funzione, che rischia di far perdere di vista il concetto di giustizia; unico vero obiettivo e faro.
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L’Uomo in primis e Magistrato poi, descritto da Marcello Vitale nei suoi romanzi, è la summa di principi terreni concreti, fatta di tutto ciò che compone l’Uomo comprese qualità e dubbi, forza, coraggio e momenti privati complicati, nonostante i quali la sua vita e la sua professione devono procedere fino alla ricerca di quella Giustizia ideale ma vera, oltre ogni ragionevole dubbio.
