di Stefano Grimaldi
Fui letterato,
ho fatto di mia penna arma feroce
contro gli ipocriti! …
La coscienza nei cuor
ridestar delle genti,
raccogliere le lagrime
dei vinti e sofferenti,
fare del mondo un Pantheon,
gli uomini in dii mutar
e in un sol bacio e abbraccio
tutte le genti amar
Andrea Chenier –
Bei versi, non v’è dubbio.
La storia è ricca di orazioni o scritti celebri responsabili di vere e proprie rivoluzioni.
C’era un tempo in cui feriva più della spada;
Per quanto bella e impavida, ti faceva anche sdraiare sulla ghigliottina come nel caso (reale) dell’Opera verista dedicata all’ellenista francese Andrea Chenier e della quale alcuni passaggi molto aulici del libretto sono estratti nella citazione d’apertura.
LA POTENZA DELLA PAROLA
Le parole aprono, chiudono, prendono posizione e spesso, anche quando cerchi di rispondere in modo neutrale, quelle parole daranno indizi.
La parola ha una responsabilità infinita, e con Lei, pure noi che scegliamo di dire una cosa piuttosto che un’altra; potendo cambiare i destini della discussione, dei rapporti, e perfino della vita nostra o altrui.
Ad esempio: La citazione iniziale, dicevamo, ha alzato l’attenzione, si spera, proiettandoci in un mondo antico, elegante, eroico, rivoluzionario; nel quale le parole di un Poeta contro il potere gli daranno la morte. Poco dopo, l’altra citazione del co-protagonista Gerard suo Giudice pentito, ha alleggerito il clima portandoci, con parole d’alto spessore, alla visione emozionante di un mondo ideale; in un contesto di scarico della tensione e ispirazione.
Due stati d’animo completamente differenti, a descrizione di due atmosfere completamente differenti; con relative sorti differenti.
Perdere l’equilibrio e quindi trasmettere in parola quanto non si riesce a contenere, a gestire, a controllare è molto più facile di quanto si crede; e tutti lo sappiamo. Il filosofo Ludwig Wittgenstein usava dire che i limiti del suo linguaggio erano i limiti del suo mondo.
In base a questo assunto possiamo affermare che siamo più responsabili del detto di quel che pensiamo. Possiamo essere costruttori o distruttori.
Aperti o limitati – Coraggiosi o codardi – Empatici o insensibili…e così via.
Si apre così anche lo scenario della consapevolezza della parola, ovvero un aspetto della responsabilità linguistica necessariamente da conoscere per usare : giusti significati, sfumature, usi e posizioni corrette nella discussione ecc., L’Etica c’entra poi sempre nella parola consapevolezza proprio perchè la stessa, come già accennato, avendo diversi poteri d’incidenza, è meglio che sottostìa ai giusti valori che guidano i nostri comportamenti.
Insomma, concretando: che sia un potere creativo, relazionale, costruttivo, distruttivo, terapeutico, di trasformazione facendoci vedere il nostro conspecifico per quello che è (vale per lui-vale per lei), intimo o di mille altre forme, la parola è una serie di poteri concatenati che riescono a essere tutto e il suo contrario a seconda dell’uso sapiente o meno che se ne fa.
Parola di Boy Scout.
