di Stefano Grimaldi
“Stiamo vivendo la sesta estinzione di massa, e questa volta non è causata da un asteroide, ma da noi.” — Elizabeth Kolbert
E’ tutto drammaticamente chiaro e certo, ma non ce ne accorgiamo.
La futura sesta estinzione di massa prevista ha delle differenze chiave dalla estinzione di massa dei dinosauri avvenuta 66 milioni di anni fa.
La principale, come da incipit, è la responsabilità umana rispetto alla imprevedibilità dell’asteroide. Antropogenica chiamavano gli antichi greci tutto ciò che era causato direttamente e indirettamente dall’homo sapiens, che tanto sapiens non è ancora.
Un’altra importante concausa, che si differenzia anch’essa dalla quinta estinzione, è dovuta al riscaldamento globale. Pure in questo caso, sappiamo che l’uomo seguita a metterci del suo.
In modo non accademico, più popolare e diretto, si potrebbe riassumere il concetto assumendo che c’è una grande differenza fra la sfiga (tranquilli si può dire) e andarsela a cercare.
Il rapporto tra ecologia e umanità è sempre stato consapevolmente o inconsapevolmente molto profondo; solo che oggi è diventato urgentissimo.
L’ecologia è una delle grandi bussole etiche umane capace di guidarci la quale, se altrimenti snobbata, presenterà (come sta facendo) il conto insostenibile delle nostre azioni.
E pensare con stupidità fosforescente che la cosa non tocchi anche te, perchè il processo è lento e saranno affari delle generazioni a venire, oltrechè rappresentare un abissale egoismo sociale, è sinonimo di incapacità di capire il presente e quanto la natura ci sta già servendo con sfrenatezza, sempre più intensa.
EFFETTI PRESENTI E FUTURI
Tasso di estinzione superiore centinaia di volte al normale, acidificazioni oceaniche con relativi disastri d’habitat e speci, cambiamenti climatici continui.
Vedi che ci siamo dentro anche noi?
La deforestazione incontrollata e letale per flora e fauna in favore delle urbanizzazioni selvagge, oltre alla gigantesca distruzione citata, creano un deficit pericolosissimo di assorbimento della CO2, vitale per tutto l’ecosistema.
Dopodichè arriva il resto, ovvero: Industria e agricoltura invasive, pesticidi , sostanze chimiche che contaminano aria, acqua e suolo; mentre i mari esplodono di plastiche… e via allora dentro una spirale di super-occupazione del pianeta che non si farà mancare lo sfruttamento di tutte le risorse, meglio se sulla pelle della povera gente. Costa meno…
Insomma, una profonda crisi silenziosa che urla, senza che chi potrebbe sentirla se ne occupi.
E non sto parlando di eroici attivisti o di gente comune che fa tutto quel che può.
Sto parlando dei Predoni. Quelli veri. Quelli che potrebbero.
Spesso visti, da certa umanità che li sostiene, come fari della riuscita sociale, economica, politica.
“Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto, l’ultimo fiume avvelenato e l’ultimo pesce pescato, ci accorgeremo che non si può mangiare il denaro.”
-Antico saggio dei Nativi Americani
