di Stefano Grimaldi
“Il lupo non cerca di dominare la foresta. La attraversa con rispetto.”
— Tradizione Aigonquin
Anche all’interno delle tribù di questi nativi americani esisteva, da sempre, un’antica saggezza che osservava e conviveva con il regno animale; ispirandosi ai loro comportamenti verso la natura, e in perfetta armonia con essa.
Un legame potente fra spiriti della foresta, bestie, uomo, ecosistema.
La belva era dunque un riferimento religioso, misterico e rassicurante sulla sacralità della convivenza fra specie.
Parliamo al proposito del Lupo e del parallelo con l’uomo moderno (medio ), che nulla ha assimilato dai preziosi insegnamenti primordiali; prova ne è la mistificazione del messaggio che lo straordinario liminale, ovvero, chi è capace di attraversare ogni mitologia quale simbolo di natura, civiltà, luce, tenebre, vita e morte, ha lasciato in eredità alla storia umana.
Si dice che il Lupo Alfa gestisca il branco, come leader eletto democraticamente, senza la imposizione della paura, ma con un eccezionale senso di responsabilità. Organizzando la sua complessa struttura sociale facendo appello ai valori di protezione dei più deboli (cuccioli, anziani, genitori), elementi esperti in posizione strategica, giovani esemplari a protezione pronti a intervenire (fra cui sentinelle in perlustrazione preventiva) e Lui, il Lupo Guida, sul quale pesano equilibri, strategie vitali, salvaguardia, motivazione, decisioni cruciali.
CHI CREDE DI ESSERE L’ALFA UMANO?
Mentre il lupo quindi non segue ambizioni, arroganza del potere, suprematismo, umiliazione del più debole e così via; può dirsi così dell’uomo che raggiunge, non sempre democraticamente o per meritocrazia, posizioni di autorevolezza?
Nessun animale farebbe diventare leader un idiota. L’uomo ci riesce.
Ecco il parallelo diretto Uomo-Lupo.
Perchè la società spesso scricchiola? Proprio per quanto detto sopra.
Si sono smarriti : esperienza, competenza, saggezza, integrità, coraggio, rispetto, sensibilità e tutto quello che chiamo “umanità-animale”.
Quella condizione primordiale (persa) e radicale dell’essere umano, in cui l’istinto e l’emozione si combinano con la coscienza, la responsabilità e la sensibilità; creando una interconnessione tra uomini e altri esseri viventi.
Un vero Uomo Lupo quindi dovrebbe partire dalla conoscenza della vera narrativa che gira attorno a questa Fiera, figlia della natura, che poi tanto bestia non è.
La tirannia e la svalutazione dei subalterni o verso i più fragili, usata da chi crede di essere un vero leader, non sono qualità contemplate nella perfezione delle strutture sociali animali.
La leadership nella fauna non contempla raccomandazioni, ego, sindrome di Hubris, irresponsabilità, codardìa e chi più ne ha…
Aggiungo che esiste malauguratamente, in detti casi umani, un cosiddetto Effetto Risonanza basato sull’esempio che il gruppo, la società, i dirigenti ecc. seguono a modello (negativo) delle azioni della leadership; le quali possono perciò avere una connotazione positiva o negativa.
L’ULTIMA LEZIONE DEL LUPO
La forza della leadership del lupo risiede infine nella protezione quale successo del gruppo.
Quella erroneamente interpretata dall’Uomo è rivolta verso l’interno (ego, dominio).
Il primo è autorevole, il secondo si impone.
In conclusione:
Ancora una volta il regno animale, privo degli strumenti che sono stati, sono e saranno a nostra disposizione, ha capitalizzato la propria evoluzione nel modo più pragmatico possibile attraverso molte qualità; senza i difetti autodistruttivi del regno dell’ Uomo.
Anche per questo il primo è perfetto da 800 milioni di anni, il secondo no.
