di Stefano Grimaldi
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“Noi siamo un concentrato di cielo e terra, e ciò che facciamo nel mezzo fa la differenza.
L’urgenza di condividere il bene, dovrebbe riempire le agende di tutti noi…Abbiamo deciso di investire e creare una società sportiva seria, rivolta prima alla persona e poi all’atleta…”
Vincenzo Lipari – Presidente Nazionale del Mediterraneo
Vincenzo Lipari è un uomo illuminato.
È un siciliano. Figlio di quella terra spesso martoriata, sempre forte, intensa, dalla bellezza struggente e infinita, capace di tutto e del suo contrario.
Capace di dare natali a eroi rivoluzionari la cui eredità non è stata misurabile con nessuno strumento tecnico. È troppo grande.
Ce la troviamo ancora, dopo un tempo quasi immemore, inabile perfino Lui, che tutto governa, di seppellirla. Proprio laddove la vita è più difficile, e sarebbe più facile o conveniente voltare le spalle.
Però, forse, a ben riflettere, c’è un metro di misura. Si chiama Coraggio...quello vero e con la C maiuscola.
La scelta di mettere la foto del capolavoro rinascimentale di Michelangelo ha un denominatore comune con il titolo – l’ispiratore dell’incipit – il focus dell’articolo, ovvero: la sua potente associazione alla forza morale, al riscatto, alla ricostruzione, alla forza, alla luce e alla virtù civica.
Assodato che esiste ancora un’ emergenza educativa generale, portata da povertà culturali, esistenziali e spirituali corree di quell’aumento della criminalità soprattutto minorile che molti non si spiegano ancora del tutto, della violenza multiforme e di quel vuoto esistenziale vettore di alienazione, fenomenologia Hikikomori di esclusione sociale sempre più virale e molto altro; servono progetti che contribuiscano, grazie alla impagabile iniziativa privata, alla lotta per la ricostruzione di un Rinascimento morale e civile.
Lo sport, inteso come piattaforma educativa, nello specifico, è un indiscutibile maestro di vita e quindi di formazione. E’ uno straordinario abbattitore di barriere, differenze, ideologie.
E’ , almeno ad avviso dello scrivente, il più ecumenico degli insegnanti; dalla lingua e dalla forza universali.
In una società sempre più liquida che sfugge fra le dita, c’è chi sceglie di portare speranza, futuro, bellezza e solidità…rinascimentale appunto.
Valori fondanti, pratici, tangibili. Valori che vogliono riunire una società frammentata, confusa, girovagante e spesso senza fari di riferimento. Una società che per inseguire i disvalori, dagli stessi si fa inghiottire. Senza etica, senza morale, sempre più senza identità, ma maggior nichilismo.
Invece c’è fame di ben altro! Di senso civico, di partecipazione, di più empatia e solidarietà.
Anche in questo lo sport può essere un laboratorio morale, pedagogico, concreto.
Un prato, un campo, due maglie come pali, un cesto posto in alto come canestro, un filo teso, qualche ispiratore, ragazzi e ragazze, giovani e meno…ed è già partita…anche la rivoluzione positiva.
