“UNA PERSONA ABBASTANZA”

di Marcello Vitale

Presidente Aggiunto Onorario della Corte di Cassazione 

Ero fermo alle casse del supermercato aspettando in fila il mio turno e involontariamente ho ascoltato la commessa che dialogando stava dicendo ad alta voce a un suo collega:”…ma dai, lui è una persona abbastanza!”.

Che voleva dire la donna con l’espressione “una persona abbastanza?”- mi son chiesto rientrando a casa colpito dalla frase. Forse che quello fosse si una persona, ma non abbastanza. Col che intendeva una persona incompleta mancandogli qualcosa per esserlo per intero, insomma una semipersona, o forse invece un uomo che, seppure non fosse di grande profilo umano, rimaneva comunque sufficientemente persona e come tale un essere empaticamente apprezzabile?
Mo no, mi son detto infine – avendo peraltro dal tono della voce della commessa intuito che la stessa aveva inteso spezzare una lancia a favore di quell’uomo -, col termine “una persona abbastanza” lei ha semplicemente voluto dire, a sua scusante, che lui in fondo non era un uomo dall’animo “malvagio” ma solamente una persona “imperfetta” come del resto imperfetti sono tutti gli esseri umani.