L’ANIMA OSCURA DELL’ INVIDIA, anatomia di un sentimento inconfessabile

di Stefano Grimaldi

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“Non abbiamo gioia così grande come quella che si prova a vedere qualcuno che si pente e patisce; e nessuna punizione è più soave di quella che gli infliggiamo noi stessi.”
— Friedrich Nietzsche

Siamo in Europa fra il 1809 e il 1815.

Un diplomatico che chiameremo M, nutre parecchia invidia per gli enormi successi di un personaggio, già, di levatura storica eccezionale.

M, prova un misto di paura, rivalità e invidia per questo geniale uomo col quale è costretto ad aver a che fare.

M viene dall’èlite. L’altro dal popolo e dalla modestia sociale.

L’altro è un rivoluzionario. Ha un carisma che M se lo sogna…e questo fatto a M proprio non va giù.

M, dopo una serie infinita di sconfitte subite a causa di questo uomo che lo ossessiona, decide di tramare per farlo cadere in una trappola; non trovando più alcun modo per fronteggiarlo.

Non ne ha le capacità M.

Un matrimonio combinato! ecco l’idea sordida, avente lo scopo di neutralizzare, attraverso un legame ipocrita, il suo nemico.

Per anni M, dissimulatore silenzioso e serpeggiante, aspetta che la rete si stringa al collo del “suo” uomo, nell’attesa che quest’ultimo abbia un attimo di cedimento.

Il cedimento arriva. M, vedendo il leone indebolito scatena tutta la sua frustrazione, la rabbia e l’invidia avuta per anni con una vendetta che spingerà il suo finto amico – nemico verso una sconfitta fatale. Isolato, tradito, caduto.

L’invidia e la repulsione di M, nel tentativo ossessivo di cancellare ogni traccia dell’epoca d’oro del suo nemico però, non ce l’avevano fatta. Nemmeno dopo ce l’hanno fatta.

Perchè, per sfortuna di Metternich, il suo avversario era stato Napoleone Bonaparte.

La storia, sebbene raccontata a volte non tutta e non bene, ha collocato ognuno al proprio posto di rilevo o meno.

Schadenfreude si chiama in tedesco.

E’ quel deprecabile e strisciante piacere derivante dalle sfortune altrui.

E’ quel terreno tutto umano, di certa umanità, impastato di psicologia, religione, filosofia, sociologia.

Un sentimento tanto tabù e inconfessabile quanto presente dalla notte dei tempi e ben radicato nell’Uomo.

Un vizio classificato come capitale, costruito della teologia cristiana, perché generatore di altri peccati quali odio, rancore, insinuazione, diffamazione, calunnia e comunque desiderio di danneggiare il prossimo tuo.

È uno dei malcostumi più insidiosi, perché spesso si manifesta in modo nascosto e difficile da confessare.

Dante, tratta l’invidia collocandola nel Purgatorio, laddove oltre al “pungente cilicio”, gli invidiosi, hanno Occhi cuciti.

Potente simbologia poichè il filo di ferro impedisce loro di vedere, dato che in vita hanno sbagliato l’ottica con la quale vedere il prossimo.

UN SENTIMENTO CHE CONSUMA

Sommo Poeta a parte, è bene ricordare che l’invidia corrode l’anima e i rapporti umani.

L’invidia inganna, scegliendo come prime vittime proprio loro; gli o le invidiose.

In questi subumani, la caduta di coloro che vengono reputati immeritevoli di cotanta bellezza, fortuna, successo e quant’altro, li o le “illude” di ristabilire una meritocrazia escogitata dai loro parametri malsani e dalla loro arroganza di giudizio. Solo dalla loro. Senza obiettività. Senza, tanto meno, un confronto e una visione allargata e profonda.

Non c’è benessere mentale nel mondo dell’invidia.

Essi-Esse sono autonominati castigatori morali, imbottiti di quel narcisismo che ha bisogno di sentirsi sollevato col fallimento altrui. Il contrario dell’empatia.

Carl Gustav Jung, uno dei grandi maestri della psicologia del Novecento, nell’indagare molti mali della società, parlava dell’Ombra. Per lui, era il lato sconosciuto della nostra personalità, ovvero gli aspetti inconsci che l’individuo non conosce o ha scelto di reprimere ; indossando una maschera sociale.

Allora: desideri, impulsi, istinti primordiali, debolezze, aggressività o sentimenti pure positivi ecc, possono diventare distruttivi se non canalizzati bene.

LA PROIEZIONE, UN’ARMA PERICOLOSISSIMA

“SEI UN TRUFFATORE DI SENTIMENTI!… SEI UNA TRADITRICE!..NON SEI NESSUNO!… NON VALI NIENTE!

Queste sono solo alcune delle frasi classiche che il truffatore-la truffatrice, il traditore o la traditrice ti dicono…perchè, invece di riconoscere i difetti o gli impulsi inaccettabili in sé stessi, questi individui li proiettano sugli altri.

Il riconoscimento di detta Ombra presente in ognuno di noi in percentuali diverse, dovrebbe essere dapprima riconosciuta, messa in sicurezza e, successivamente, sotto controllo attraverso la consapevolezza del fatto che ciò che non funziona in noi, va corretto in noi e non sfogato verso il prossimo.

L’invidia, in questo caso, non sarebbe più – così – una gabbia di sofferenza soprattutto per chi la prova e la proietta.

Ma noto, quotidianamente, che questa riflessione-autoanalisi resta sconosciuta ancora a tanti.

In ogni caso, io la vedo così:

È meglio l’ira del leone che l’amicizia delle iene” (proverbio africano).