da Paracelso all’Intelligenza Artificiale
di Stefano Grimaldi
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Tutto è veleno, nulla è senza veleno: solo la dose fa in modo che una cosa non sia veleno.”
-Paracelso
Considerato un precursore della scienza medica moderna, mistico, filosofo, naturalista e molto altro,
Paracelsus
già fra la fine del ‘400 e la metà del 1500, ci consegnava una chiave di lettura vitale di enorme importanza in quanto alla estensione di questo assioma.
Calabile dunque il concetto in ogni situazione, ovvero: sociale (gestione troppo intensa dei rapporti difficili o pesanti con relativa saturazione), medica (l’eccesso e la dipendenza da farmaci smette di curare e aumenta l’avvelenamento del corpo), tecnologica (uso smodato delle nuove tecnologie e spersonalizzazione unita al distacco umano ecc), lavorativa (alienazione, memoria, attenzione ed emozioni che subiscono modifiche strutturali..); possiamo ben confermare la veridicità del titolo, nella sua sequenza.
In ogni epoca il pensiero dell’Alchimista in citazione ha trovato modo di esistere e dargli ragione. Anche oggigiorno, infatti, non ci delude.
La sfida moderna della AI, promettitrice di rivoluzioni epocali, sta già dando seguito e concretezza a benefici straordinari risultando un alleata probabilmente sempre più indispensabile.
Prova ne sono : diagnosi mediche più accurate, previsioni climatiche più precise, strumenti che amplificano e implementano la creatività umana, istruzione all’avanguardia molto più fruibile e completa ecc.
La brutta notizia, come sempre, non è da vedere nell’innovazione, ma nel governo dell’innovazione. Questo però è un parere personale. In ogni caso, qualora quest’ultima sfuggisse all’equilibrio gestionale del SUO padre tecnologico (l’Uomo), il farmaco non curerà più ma inizierà la sua invasione tossica sulla umanità.
IN CHE MODO
Manipolazione degli algoritmi (istruzioni e procedimenti
capaci di risolvere problemi, quesiti ecc, detto volgarmente in una riga), delle opinioni, delle estetiche, per creare discriminazioni di ogni genere, per il controllo e la centralizzazione del potere…
In buona sostanza, anche la rivoluzionaria e potentissima intelligenza artificiale non è né buona né cattiva di per sé. La centralità della sua gestione affidata agli umani può o meno essere e diventare un problema, guardacaso, laddove come spesso si è spiegato qui su Altrafonte, venissero a mancare i grandi valori già presenti da millenni su questa terra, scovati, studiati ed approfonditi dai pensatori illuminati ed eticamente solidi. I quali si ispiravano alla centralità dell’Uomo e alle sue qualità intellettuali, morali, umane.
Siamo sempre lì che dobbiamo girare attorno da migliaia di anni agli stessi validi dettami di coscienza e consapevolezza, dimenticandoli ogni qualvolta la gola luciferina prende il sopravvento su noi, con le sue nefaste tentazioni. E sì che ne abbiamo avuti di esempi capaci di farci vedere il caleidoscopio di
disastri evitabili nel seguire quel sentiero accidentato e scivoloso.
Abbiamo scoperto un altro (l’ennesimo) farmaco che può avere un potere risolutivo epocale.
Possiamo solo sbagliare. Ma anche in questo siamo bravi.
